Per l'ex Juve Iaquinta chiesti sei anni di carcere per 'ndrangheta

I magistrati di Bologna hanno richiesto sei anni di carcere per l'ex attaccante della Juventus Vincenzo Iaquinta, 19 per il padre. 147 imputati nel maxi-processo Aemilia

Vincenzo Iaquinta, ex attaccante di Juventus e Udinese, ha appeso gli scarpini al chiodo il 1 luglio del 2013. L'ex giocatore classe '79 non ha mai vinto niente in carriera con i club, mentre con la nazionale italiana si è laureato campione del mondo nel 2006 con l'Italia guidata da Marcello Lippi. Per il 38enne di Crotone, però, non sono in arrivo buone notizie visto che durante il processo Aemilia, il più grande mai celebrato contro la 'ndrangheta nell'Italia del nord, ci sono state richieste di pena pesanti per i 147 imputati, tra cui figurano anche Iaquinta e il padre Giuseppe.

I magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bologna per Iaquinta hanno infatti chiesto la bellezza di sei anni di reclusione con l'accusa di reati relativi alle armi, con l'aggravante mafioso. Mano pesantissima per il padre del giocatore per cui sono stati chiesti 19 anni di reclusione per affiliazione alla 'ndrangheta. Tra i vari reati contestati a tutti i 147 imputati in questo maxi-processo si va dall'associazione a delinquere di stampo mafioso fino ad arrivare ad usura, estorsione, frode fiscali e false fatturazioni di varia natura.

Commenti

Atlantico

Mer, 23/05/2018 - 12:16

E cosa c'è di strano ? Andrea Agnelli docet ( in primo grado ).

MARCO 34

Mer, 23/05/2018 - 16:58

Perché mettere in titolo solo l'essere stato giocatore della Juventus e non anche del Cesena e dell'Udinese nonché della Nazionale Campione del mondo 2006? Quindi essere stato giocatore della Juventus è più grave che esserlo stato della nazionale?

Ritratto di giovinap

giovinap

Gio, 24/05/2018 - 09:01

ha ragione marco 34! quando si parla di imbrogli e ndrangheta non c'è bisogno di precisare in quale squadra ha commesso i reati...è intrinseco che è successo in quella squadra!