Il Faraone, una stella che ha brillato troppo poco

El Shaarawy paga i tanti infortuni e l'ombra di Supermario. Poteva essere ceduto già due anni fa. Il ricavo girato su Romagnoli, prima di Ibra

Non é la prima volta che Stephan El Shaarawy é finito sul mercato. Accadde nell'estate del 2013, sullo sfondo la Confederation cup. Anche allora il Milan, a fari spenti, lo interpellò per un trasferimento molto ricco (35 milioni offerti dall'Anzhi dove poi approdò Eto'o) ma la destinazione non risultò gradita e la famiglia del giovane attaccante rossonero (da sempre molto presente, suo fratello a tutti gli effetti svolge la mansione di agente) declinò l'invito puntando tutto sul rilancio tecnico del ragazzo. Per sei mesi era stato la stella del Milan del dopo Ibra e Thiago Silva, i suoi gol avevano tenuto in quota la squadra fino al sigillo del derby. Poi con l'arrivo di Balotelli, gennaio 2013, cominciò un incredibile calvario. Finirono i gol , si esaurì la magia e la colpa per qualche tempo finì sulle spalle di Mario accusato di aver "cannibalizzato" il giovane sodale. Anche il ct Prandelli dovette arrendersi: aceva puntato su di lui e invece in quel torneo lo lasciò in panchina.

La scommessa del rilancio é stata però persa perché El Shaarawy ha vinto l'oscar della sfortuna sfacciata. Una striscia di infortuni che avrebbero mandato ko anche un toro: due volte la frattura dello stesso dito del piede, quindi una serie di acciacchi con relativa perdita di autostima e sicurezza. La sintesia é concentrata in un numero: 4 miseri gol nel giro di due stagioni, il primo, il più promettente di tutti, in Olanda contro il Psv nel preliminare di Champions, l'ultimo contro il Toro nel recente campionato.

A quel punto El Shaarawy era una boccia persa per il Milan che pure ha fatto dei giovani italiani il suo mantra. Mihajlovic ha disegnato un sistema di gioco che non prevede l'uso di un esterno sinistro in attacco. Per scavargli un posticino avrebbe dovuto tentare di riciclarlo come centrocampista. Il giovanotto ha colto al volo il senso di quella proposta e si é detto disponibile a lasciare Milanello.

Tra un anno, con la disputa di 15 partite nel Monaco, il Milan potrà incassare una cifra consistente (18 milioni) che oggi può essere reinvestita sul rilancio tecnico della squadra. L'obiettivo dichiarato é Romagnoli, difensore centrale, all'accorrenza anche laterale sinistro, per il quale la Roma chiede 30 milioni per poi scendere di milione in milione, settimana dopo settimana. La societá giallorossa ha bisogno della cifra per sovvenzionare il proprio mercato avendo ricevuto indietro Gervinho e perso l'occasione di piazzare Destro a Montecarlo. Prima Romagnoli dunque, poi Ibra, anche se i contatti con il Psg sono fermi a due giorni fa quando gli emissari francesi si fecero vivi con la scusa di chiedere notizie di Mastour. Il terzo e ultimo tassello diventerebbe il centrocampista: un nome solo é iscritto sul taccuino di Galliani e si tratta di Witsel, belga dello Zenit, cercato a gennaio (i russi si opposero alla richiesta di prestito). Adesso é l'interessato, attraverso i suoi agenti, a fare pressione per raggiungere Milanello. Solo cosi il puzzle rossonero assumerebbe i contorni per ambire subito alla scalata tricolore. Naturalmente la condizione é che si liberi qualche armadietto: Albertazzi viaggia verso Verona, Gabriel verso Carpi, Zaccardo in attesa di cambiare residenza, Nocerino invece é "gasato" dalla prospettiva che ritorni Ibrahimovic. Fu la sua musa nella stagione dei 10 gol e sogna di notte di poter ripetere l'exploit.