La favola del Vicenza che fa sperare Parma: falliti, in Lega Pro e dopo 12 mesi quasi in A

Nell'anno in cui il Parma passa in pochi mesi dall'Europa al fallimento e dove i club di Serie A sbarcano il lunario solo grazie agli ingenti introiti dei diritti televisivi, ci sono storie di società che sorprendono e rinascono con grinta e determinazione. E se il Carpi domina il campionato cadetto, è tornato a sventolare prepotente anche il vessillo del Vicenza, passata in pochissimo da società fallita a pretendente ad un posto nella massima serie. La storia del Vicenza è lunga e gloriosa, iniziata nel 1902 e condita da una Coppa Italia e due secondi posti finali, conquistati nelle stagioni 1910-1911 e 1977-1978. Emblematico quest'ultimo caso, quando l'allora neopromossa Lanerossi sorprese tutti con lo sconosciuto Paolo Rossi a dettar legge a suon di gol.

La storia che ritorna, si ripresenta col medesimo cliché e lascia tutti speranzosi: nella stagione 1975-76, infatti, il Vicenza rischiò di retrocedere in C, mentre l'anno dopo arrivò il successo nel campionato cadetto. Oggi in panchina non c'è più Giovan Battista Fabbri e in campo non scende Paolo Rossi, ma i problemi e le speranze sono le stesse: società che si muove per risolvere problemi economici, squadra che vince e sogna la serie A. Dopo aver sfruttato le disgrazie altrui, ora bisogna rimboccarsi le maniche: nel 2012 lo scandalo calcioscommesse spedì il Lecce in Lega Pro e mantenne un Vicenza retrocesso sul campo in B. Il 29 agosto 2014 ci fu invece il ripescaggio in sostituzione del fallito Siena.

La storia recente del Vicenza segue quella di Sergio Cassingena, presidente degli ultimi anni che aveva abbandonato la carica (ma non la proprietà della squadra) il 18 aprile 2012 in favore di Massimo Masolo, dimessosi a sua volta il 7 gennaio 2013. Un susseguirsi di persone e necessità economiche (monte debitorio stimato in 13 milioni di euro), tanto che la società sta approntando un piano di rientro per convincere potenziali nuovi acquirenti. E tra fantomatici emiri e una cordata siriano-canadese, la caccia ai nuovi soci prosegue: l'ultimo nome è quello di Alberto Zamperla, industriale a capo dell'azienda omonima colosso nella costruzione di giostre meccaniche e luna park. Il popolo vicentino sogna il ritorno ai livelli di fine anni Novanta, quando arrivò la Coppa Italia e la semifinale di Coppa delle Coppe persa con il Chelsea. Erano gli anni di Guidolin, Lopez, Maini, Ambrosini e Otero; oggi in campo ci vanno Cocco, Giacomelli, Laverone e Di Gennaro, con Pasquale Marino in panchina: sognare, in fin dei conti, non costa nulla.