"Fede bene, ma Rio è lontana. Ibra e Cavani? Se non litigano per la palla..."

Il tecnico francese Philippe Lucas guarda alle Olimpiadi e al "suo" Psg

Nostro inviato a Barcellona

Philippe Lucas riesce a riempire la scena dell'albergo di casa Italia nella sua solitudine, a differenza dei numerosi tecnici nostrani che fanno galassia ma non riempiono la vista. Lucas si aggira senza canotta d'ordinanza ma piccolo, solitario y inquietante spalleggiato da Matteo Giunta, il preparatore atletico della Pellegrini che, detto da Federica, ormai è il suo vice a tutti gli effetti. «Philippe si fida ciecamente di Matteo». Lucas è anche affabile. Ma non c'è da giurare che lo sia sempre. Parla di Federica con l'aria soddisfatta. «È andata bene. È stata brava nelle tre gare sui 200 stile libero. Ha fatto i tempi che doveva nel dorso. Poi stamane(ieri, ndr.) nella staffetta era anche stanca». L'idea del dorso pare solo una parentesi, fa intendere. «Non poteva arrivare ai tempi della Franklin». L'idea di arrivare a Rio è certa. Ma come ci arriverà. Lucas è molto realista. «Io credo che ci arriverà e potrà migliorare da qui ad allora. Però tre anni sono lunghi, tanto lunghi e non è facile».

Lucas, fra l'altro, è buon intenditore di pallone, ha fatto il commentatore ed è tifoso del Paris Saint Germain. Dunque… che ne dice del duo Ibra–Cavani? «Ottimo se non litigano per chi vuol avere la palla. Promettono tanti gol, basta che si mettano d'accordo: palla a me o palla a te?». Così difficile? “Più difficile per il centrocampista che deve servirli, ogni volta avrà da pensare. Però al Paris manca il vero leader del centrocampo. Non è roba per Pastore o Menez». Vista da fuori, centrato il problema.RiSi