Al fenomeno british manca solo il Giro: "Impresa possibile"

È stato il colpo ad effetto di questo Giro 101 presentato con ampio ritardo, proprio per permettere agli organizzatori di chiudere un accordo tutt'altro che semplice e scontato

È stato il colpo ad effetto di questo Giro 101 presentato con ampio ritardo, proprio per permettere agli organizzatori di chiudere un accordo tutt'altro che semplice e scontato. Un grande colpo quello messo a segno dai dirigenti di Rcs Sport: il prossimo anno al via da Gerusalemme ci sarà anche il numero uno dei Grandi Giri Chris Froome. L'ha comunicato lo stesso corridore britannico, con un video che è andato in onda sul finire della presentazione della corsa rosa celebrata negli studi milanesi di Che Tempo che fa.

«Ci vedremo alla partenza del Giro 2018», ha detto il baronetto della Regina con un video postato dall'Australia dove si trova in vacanza, che con una nota del team ha aggiunto: «È una situazione unica: ho la possibilità di tentare di vincere un terzo Grande Giro consecutivo in meno di un anno. È una sfida emozionante, e sento di poter fare qualcosa di eccezionale». Poi aggiunge: «Sono legato all'Italia: ho vissuto lì tre anni e tornare al Giro per me è come chiudere un cerchio».

Il britannico, cresciuto ciclisticamente nel nostro Paese grazie a Claudio Corti che lo scoprì sulle strade del Sudafrica, ha disputato due volte il Giro: nel 2009 con la maglia della Barloworld-Bianchi, 32° a 1h e 15' da Menchov (6° nella tappa sul San Luca a Bologna, ndr); nel 2010, alla sua prima stagione con il Team Sky, messo fuori corsa dalla Giuria per traino nella tappa del Mortirolo (arrivo ad Aprica) vinta da Michele Scarponi.

Nessun corridore è stato più capace di centrare la doppietta Giro-Tour dopo Marco Pantani nel 1998, ma Froome e il Team Sky sono convinti che questo sia ancora possibile. «Abbiamo riflettuto attentamente ha spiegato Froome - sappiamo che sarebbe un'impresa eccezionale, ma il modo in cui abbiamo gestito le cose quest'anno mi dà la sicurezza. Un altro fattore importante è che il prossimo anno c'è una settimana in più tra il Giro d'Italia del prossimo anno e il Tour de France. Una settimana in più significa più recupero fisico e mentale. Questo aspetto rende più gestibile e fattibile il tentativo».