Fenomeno Sassuolo La piccola Juve vuol scalare il calcio

ModenaÈ solo rimandata la serie A per il paese più piccolo nella storia recente del calcio italiano. Sassuolo ha 40mila abitanti, ma sta per affacciarsi nel massimo campionato che per 9 stagioni vide protagonista l'Empoli delle 48mila anime. Si può obiettare sul Chievo, Verona è grande ma quel quartiere cittadino conta appena 8mila residenti.
La promozione non arriva nel derby con il Modena (ieri k.o. per 2-1 al «Braglia», gol dell'ex Catellani al 37', ribaltone canarino con la doppietta del bomber della B Ardemagni al 30' e al 46' della ripresa). Sarebbe stato il massimo, come tenterà di fare la Juve con il Torino per lo scudetto. Il Verona, terzo, è a -8, gioca oggi ad Ascoli ma chiuderà con l'Empoli, quarto, e questo confronto diretto favorisce in tutti i casi i neroverdi, a cui mancano solo 3 punti per la matematica, in mezzo c'è il Livorno, a -7.
In Emilia il Sassuolo è una piccola Juve, ha disponibilità economiche come poche società in Italia, mentre il Modena ha una storia di grande passione come il Toro, vanta però appena 3 campionati di A in mezzo secolo.
Nella capitale della piastrella la Juve ha mandato in prestito i ghanesi Chibsah, mediano arrembante, e Boakye, centravanti dagli 11 gol, capocannoniere neroverde assieme a Pavoletti, e potrebbe richiamarli alla base, in estate. Sono gli unici stranieri della stagione, neanche sempre utilizzati, poichè l'australiano Carl Valeri, protagonista al mondiale sudafricano, è fermo per infortunio. La promozione era sfuggita 3 volte, nel 2009 la meritava già Andrea Mandorlini, oggi rivale al Verona, ma il calo del girone di ritorno impedì l'accesso ai playoff. Tre anni fa Pioli si arrese in semifinale al Torino, la scorsa stagione Pea fu stoppato dall'arbitro Tommasi, nella finale con la Sampdoria, sempre al «Braglia». Il Sassuolo giocherà probabilmente qui anche in A, il Modena mercanteggia sul prezzo d'affitto raddoppiandolo ma è irreale il ritorno a Reggio, la deviazione servì nel 2005 con l'affacciarsi in C1. Al «Città del Tricolore» il presidente della Reggiana Alessandro Barilli farebbe un prezzo stracciato al patron Giorgio Squinzi, persino l'amico di ciclismo Romano Prodi aveva telefonato per spingere il Sassuolo verso la sua città.
Sassuolo diede i natali al cantautore Pierangelo Bertoli, scomparso nel 2002, quando era in C2, a Filippo Neviani notissimo come Nek, mentre qui si è stabilita da tempo Caterina Caselli, 67 anni. Il terremoto del maggio 2012 non ha lasciato strascichi eppure la società si è prodigata per la Bassa, raccogliendo 115mila euro. Il sindaco leghista Luca Caselli nel 2009 abbattè il monopolio rosso della zona, resta tifoso del Modena, ma è normale perchè nove su dieci fra i 687mila della provincia geminiana tengono per i canarini.
Il budget è stato quasi dimezzato, perciò il merito della cavalcata a lungo a ritmo, simile a quella della Juve 2006-07, va tanto ad Eusebio Di Francesco. «Nella fase offensiva - confessa - mi ispiro a Zeman, mio tecnico alla Roma. In attacco resta il numero uno». A 18 anni, il figlio Federico ha debuttato all'Olimpico come esterno del Pescara, sfiorando il gol, «nello stadio in cui sognava di giocare da bambino». Un neomaggiorenne c'è anche nel Sassuolo, è la sorpresa più abbagliante, Domenico Berardi, attaccante calabrese che aveva iniziato nel calcetto e da ottobre è seguito dai due Manchester.
Ma il bello verrà nei prossimi anni. «Sono tifoso del Milan - ripete Squinzi, presidente di Confidustria - e vorrei vincere a San Siro in casa dell'Inter. E arrivare in Champions». Beh, con i 2,2 miliardi del fatturato Mapei...