Da Ferrero a Zenga, parte la Samp più esplosiva

Folgorato sulla strada verso il monte Figogna, dinanzi alla Madonna della Guardia, Massimo Ferrero ha voluto che anche i suoi dipendenti della Sampdoria salissero verso il santuario e lì pregassero per una stagione di miracoli. Poi, in verità, ha disertato l'altare e la predica e ha preferito mandare all'inferno tutto il calcio. Lo ha fatto via Radio 24 , dialogando con Giuseppe Cruciani a La Zanzara e andando al tiro, al piccione. Pulvirenti deve morire, Cairo è un tirchio, Lotito una brava persona ma ecco il dettaglio dell'esplosione: «Pulvirenti va radiato, come si permette di sporcare il calcio, a me certa gente fa schifo e non butto la chiave, no, deve morire, è finito, non deve esistere, deve essere radiato lui, la squadra, tutto. E' gentaccia. Non esiste, non si deve salvare nessuno di questi. Uno che si permette di vendere le partite deve prendere schiaffi tutti i giorni, da tutti». Demolito l'ex collega del Catania, ecco Lotito: «Lo mettono in mezzo perché fa notizia ma è una brava persona. A me nun me po' consiglià niente, al massimo un posto dove comprare il pesce a basso prezzo». Dal pesce al toro, è la volta di Urbano Cairo: «Lui, come si dice a Roma, ci ha i sordi de cioccolata , cioè quando li mette in saccoccia poi si squagliano, è oculato, è tirchio. Io invece sono molto generoso perché vengo dalla povertà».

Fate la carità, due pater noster e un tot di ave maria. Si proceda con i miracoli della Sampdoria. Tutto è nelle mani non di un santo ma di Walter Zenga che di football sa molto, avendo frequentato vari club in Italia e in Paesi di ogni dove, dalle Americhe alla Bulgaria, dalla Serbia alla Turchia, dagli Emirati all'Arabia e portandosi dentro quel gusto e quella passione per il gioco che deve essere divertimento.

In verità da quando si è fatto allenatore il Walterone è diventato severo, rigoroso, impalcabile, esigente, in breve un altro tipo rispetto a quello che, in campo, soffiava con le labbra per sbarazzarsi del ciuffo dinanzi agli occhi. Zenga allenatore e Ferrero presidente, direi che di più non si potrebbe immaginare per trascorrere un anno di allegria. Alcuni buontemponi aggiungono che alla coppa potrebbero aggiungersi addirittura Balotelli e Cassano, formando un quartetto irresistibile, in tutti i sensi. Ma Zenga sa che questa terza esperienza italiana (dopo Catania e Palermo) può essere la volta buona per tornare, un giorno, nel luogo dei trionfi e dell'amore, Milano e l'Inter.

La Sampdoria si gioca l'Europa già il 30 di luglio, con i preliminari dell'Euroleague, in meno di un mese dovrà essere tirata a lucido e coach Zenga (!), così lo chiamano a Genova, sa che a parole, oggi, sono tutti giovani e forti ma quando arriverà la macaia, scimmia di luce e di follia, allora si potrà capire la bontà del suo lavoro su muscoli e cervelli. La Madonna della Guardia vigilerà su tutti. E perdoni Ferrero Massimo.