FIATO SUL COLLO

RomaUndici punti di vantaggio persi in 42 giorni. È il dato che più inquieta la Roma moribonda e incapace di trovare una cura che ora sente il fiato sul collo della Lazio. La striscia di cinque vittorie di fila, che ha fatto di quella di Pioli la migliore Lazio dell'era Lotito (49 punti in 27 partite, Reja si era fermato a 48, Petkovic due gradini più sotto), ha sancito la clamorosa rimonta sui cugini, ora a una sola lunghezza di distacco. E stasera c'è addirittura aria di sorpasso, tanto che l'Olimpico tornerà a riempirsi in una gara non di cartello (arriva il Verona dell'ex romanista Toni in grande momento di forma) tredici mesi dopo le 41mila presenze con il Sassuolo nel giorno della grande contestazione a Lotito.

La Roma, per tamponare la crisi di risultati (una sola vittoria in otto partite del girone di ritorno e la metà dei punti della Lazio, 9 contro 18), ha scelto la strada del ritiro a Trigoria (osteggiata dal ds Sabatini) e dell'arrivo anticipato a Cesena, ufficialmente per testare il campo sintetico del Manuzzi, ma di fatto per allontanarsi da una piazza non più paziente. Tanto che Garcia ha deciso di tenere la conferenza stampa della vigilia nel quartier generale giallorosso in Romagna (un hotel di Cesenatico). «Il ritiro? Volevo stare insieme alla squadra - così il tecnico francese che ostenta ottimismo nonostante il periodo difficile - da questo momento ne usciremo tutti insieme e uniti. Il mio futuro? È domani e basta». Serve una vittoria per scacciare i nuovi fantasmi che arrivano dall'altra sponda della Capitale, ma intanto la Roma deve rinunciare a Totti, fermatosi per un risentimento al flessore della coscia sinistra. «Meglio non rischiare, non voglio perdere il capitano per gli ultimi due mesi», così Garcia. Che a proposito del confronto tra giocatori e tifosi sotto la curva Sud dice: «La loro delusione è comprensibile, ma non deve mai superare il limite del rispetto e mi aspetto che la cosa sia reciproca. Anche io sono duro con i miei calciatori, ma all'interno dello spogliatoio».

E in attesa che i giallorossi ritrovino i gol dei suoi attaccanti, la Lazio blinda il «gioiellino» Felipe Anderson (9 reti, 7 assist e un rigore procurato dal 2 dicembre a oggi) che ha rinnovato il contratto con il club biancoceleste fino al 2020: 1,4 milioni comprensivi di bonus il nuovo compenso annuale, il doppio dell'attuale guadagno del brasiliano. Intanto il tecnico Pioli infila i guantoni: «Dobbiamo ragionare come un pugile e tenere alta la guardia oltre che manetenere la lucidità - così l'allenatore laziale -. Un problema la troppa euforia? Non credo, ho parlato con la squadra e sono tutti d'accordo con me: meglio avere entusiasmo, passione e seguito». E il possibile sorpasso alla Roma deve essere solo una tappa di passaggio: «Non viviamo di traguardi parziali, fino a quando non otterremo qualcosa di concreto dovremo restare concentrati al massimo. La Lazio gioca un calcio europeo? Sì, è il progetto che abbiamo in mente e che vogliamo portare avanti: intensità, equilibrio, ritmi alti e fare la partita senza speculare». Difficile, con questa ricetta, non centrare un risultato di prestigio.