"Questa F1 è sbagliata. Io ho un progetto"

Il presidente della Ferrari: "Basta con uno sport che cade nel vuoto tra un gp e l'altro"

Monza - Non è stata la solita visita nel Parco. Lo sapeva e gliel'hanno ricordato subito: «Più atteso di Alonso? Questo mi preoccupa». L'arrivo a Monza di Luca Cordero di Montezemolo, accompagnato dalle voci di addio, ha come paralizzato il Gp d'Italia. «Sarò il primo, e sottolineo il primo, a comunicare se ci saranno novità». Il “predellino” improvvisato è la scaletta che porta all'hospitality della Ferrari. Il presidente prova a mettere a tacere le voci definite «un polverone eccessivo». Probabilmente non basterà anche se insiste: «A marzo ho dato la mia disponibilità alla Ferrari per altri tre anni» dice. Lavora per la Ferrari e per la nuova F1 «c'è ancora molto da fare», mentre la scadenza degli appuntamenti sembra il copione perfetto di un lungo addio. La quotazione di FCA in borsa a New York il 13 ottobre, la festa per i 60 anni della Ferrari negli Usa.

E a Monza Montezemolo incontra il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Si è parlato di treni, ma è un assist per tornare all'attacco. Lupi non aiuta: «Può essere utile in altri ruoli». Montezemolo si deve smarcare con una battuta: «L'Alitalia? Un aereo spero di prenderlo domani (oggi, ndr ) pomeriggio...». Forse anche Alonso ci pensa, pure lui al centro di voci. Montezemolo ricorda: «Ha un contratto importante con noi». La sintonia tra i due è nell'abbraccio sentito al box, prima di un settimo posto in qualifica dietro sei motori Mercedes, a oltre 1'' come a inizio stagione.

Montezemolo aveva già dato la spiegazione: «Da marzo i nostri ingegneri non possono fare niente sul motore, se uno parte con un vantaggio enorme...». A Marco Mattiacci il compito di «rilanciare la squadra corse». Ma anche di cambiare le regole: «Mi ricorda il primo periodo di Todt. Gli ho detto di non guardare in faccia a nessuno. C'è accordo sull'introduzione di finestre per intervenire sul motore. Se c'è una squadra che ha l'obbligo di parlare è la Ferrari che è qui da sempre». E poi i test: «C'è chi ha i simulatori? Non li faccia. E chi non ha i soldi? Nel calcio chi fa la Champions ha un budget diverso». E poi per lo show, serve una F1 semplificata per rimettere al centro il tifoso e «non possiamo avere uno sport che cade nel vuoto tra un gp e l'altro. Tutti sono d'accordo». Anche Todt e Ecclestone, rivela Montezemolo. Ferrari che fa sentire la sua voce: «Meglio tardi che mai... - abbozza Montezemolo -. Ma una Ferrari meno competitiva si sente sull'audience, approfittiamo di questi momenti...». Magri in pista, ricchi nei conti: «È un anno da record storico per i risultati economici». Però c'è un debito «coi tifosi», quelli che travolgono d'affetto Montezemolo al muretto. Per Monza il presidente è lui.