Garcia gioca con fair play "Vinca il migliore, poi..."

"Non è detto che la vincente sia quella che avrà il titolo". "Loro programmati per i successi, noi niente da perdere"

Niente proclami alla Mourinho, lui che da buon comunicatore ama gli slogan (vedi la chiesa rimessa al centro del villaggio o sul derby che non si gioca ma si vince). E niente punzecchiature ai rivali dopo le frasi di capitan Totti che avevano acceso la supersfida.

Almeno all'apparenza, Rudi Garcia vive la vigilia della sua prima allo Juventus Stadium in maniera tranquilla, quasi spavalda. Nonostante la partenza del 2014 con il botto («io firmerei per giocare sempre queste partite, cosa c'è di più bello?») il francese mostra grande fair-play e sicurezza nei propri mezzi. Segno che il condottiero di Nemours sa sempre gestire bene la pressione delle grandi sfide. «La pressione è meravigliosa...», dice Garcia. La cui mentalità, anche in casa dei bianconeri, resterà la stessa. «Contro la Juve giocheremo per vincere, l'abbiamo sempre fatto. Loro giocano in casa, che è un vantaggio, e tutti pensano che la partita sia persa per noi. Meglio così, abbiamo solo da guadagnare».

C'è un precedente favorevole nel giorno dell'Epifania del 1957 (2-1 giallorosso a Torino). La capolista da azzannare in casa è l'obiettivo di inizio anno per i giallorossi, imbattuti ma costretti a inseguire con cinque punti di distacco dalla truppa di Conte. «Nessun rammarico, vuol dire che la Juve sta facendo un campionato straordinario e loro sono programmati per vincere lo scudetto, ma la partita non sarà decisiva nemmeno in caso positivo per noi, c'è ancora un intero girone da disputare», sottolinea prontamente Garcia. Totti ha parlato di aiutini, l'allenatore della Roma non cade nella trappola della polemica, anzi usa la diplomazia: «In campo ci saranno due grandi squadre e un ottimo arbitro. Vincerà la migliore che poi potrebbe anche non essere quella che arriverà davanti a tutti alla fine del campionato». E non cade nel tranello nemmeno quando qualcuno gli chiede - ricordando il precedente di Capello - se un giorno allenerà mai la Juve, magari nel dopo-Conte: «Sono al 100 per cento nel progetto della Roma, questa è la risposta giusta».

Garcia vorrebbe portare nel nuovo anno la bella Roma del 2013. «Abbiamo la miglior difesa, un grande attacco e un bel gioco che ci fa vincere - così il tecnico francese -. Sappiamo che la Juve ha una grande squadra, due grandi attaccanti e un Pirlo di valore mondiale. Ma sempre 11 contro 11 saremo in campo e ce la giocheremo, dando tutto per uscire a testa alta». Totti guiderà il tridente, con lui Gervinho e uno tra il recuperato Florenzi e Destro. Il secondo sembra favorito, ma ieri per mescolare un po' le carte, Garcia ha provato anche Ljajic.

E se la squadra si prepara alla sfida che potrebbe salvare il campionato, l'emittente Radio Radio ha rivelato l'indiscrezione secondo la quale l'imprenditore cinese Chen Feng è ormai in procinto di diventare socio di minoranza della Roma (prenderà il 25 per cento delle quote di Unicredit che resterà tra il 5 e il 6) e che sarebbe pronto a pesanti investimenti. Chissà cosa ne pensa Pallotta, in arrivo nella Capitale fra una quindicina di giorni per la questione stadio.