Fiorentina, qui si sogna È Salah l'anti Signora

Montella: "È il nostro simbolo. Il 2-1 d'andata conta poco". E Allegri: "Juve, niente fretta. Passiamo ai supplementari"

L'allenatore della Fiorentina, Vincenzo Montella

Nessuna delle due deve salvare la stagione con la partita di stasera. Entrambe però la possono nobilitare: la Fiorentina perché eliminerebbe la Juventus e raggiungerebbe la seconda finale consecutiva di Coppa Italia, la Signora perché darebbe un ulteriore segnale di quanto sia bulimica alla voce «vittorie». Benvenuti alla semifinale di ritorno dell'ex coppetta, con i viola che partono dal vantaggio acquisito allo Stadium (1-2) e che non si possono non considerare favoriti. Anche perché quanto accaduto qualche settimana fa all'ex Delle Alpi non è stato frutto del caso: nelle ultime 18 partite di campionato, meglio della squadra di Montella ha fatto solo la stessa Juventus (42 punti contro 36), mentre Salah ci ha messo un attimo a far dimenticare Cuadrado e a diventare il «go to guy» di una piazza che adora i giocatori estrosi e pieni di talento. L'egiziano viaggia in campionato alla stratosferica media di una rete ogni 94', cui aggiunge serpentine e giocate che trasudano classe e che hanno già fatto vittime illustri: per informazioni, chiedere appunto anche ai bianconeri, tramortiti all'andata dalla sua velocità e messi ko da un gol abbacinante, settanta metri palla al piede e incrocio dei pali spolverato. Firenze è ovviamente ai suoi piedi, Montella quasi: «Lui rispecchia in pieno il nostro modo di intendere il calcio, il vivere tutto con normalità e disincanto. Sarà con noi anche tra due stagioni? L'importante è che ci sia l'anno prossimo, al resto penserà la società».

Testa solo all'oggi, inevitabilmente. «Ci aspetta una partita aperta e difficilissima, avremmo volentieri chiuso la qualificazione all'andata. La Juve possiede una mentalità fortissima e gioca allo stesso modo in casa e fuori. Do per scontato che da parte nostra il cuore ci sarà, ma dovremo disputare una partita intelligente come contro la Samp: sarà fondamentale essere lucidi e ragionare, ma senza fare tanti calcoli perché sarebbe controproducente. Abbiamo un piccolo vantaggio, ma a priori conta pochissimo. Sarebbe sbagliato avere un atteggiamento remissivo». Non sarebbe nemmeno da Fiorentina, ecco. Dopo di che, Montella regala un pensiero a Tevez («non deve giocare così tanto, potrebbe soffrirne nelle partite più importanti») ma si dice anche certo di avere una squadra «cresciuta molto nella gestione delle partite».

Dall'altro lato, Allegri è convinto di poter centrare la rimonta magari puntando i supplementari: «Non dobbiamo farci prendere dalla fretta, sappiamo di non poter risolvere la sfida in mezzora. Ci vorranno attenzione e capacità di stare dentro il match per tutti i 100 minuti: possiamo segnare due gol anche nei dieci minuti finali. Salah? Ripensando all'andata, bisognerà fare più attenzione sui calci d'angolo». Recuperato Marchisio ma non Pirlo (in gruppo da domani), la Juve schiererà la difesa a quattro e in attacco potrebbe schierare Pepe insieme a Morata e Tevez. «Carlitos, quando sta bene, gioca. E in questo momento sta bene». Il biglietto da visita dell'Apache recita 25 gol stagionali: se rimonta deve essere, non potrà prescindere da lui.