La Fiorentina si butta via il fattore Kalinic la salva

Un tempo all'inferno, poi l'uscita dal tunnel grazie al fattore K (leggi Kalinic, due gol in cinque minuti) che evita la sconfitta nel derby dell'Arno

U n tempo all'inferno, poi l'uscita dal tunnel grazie al fattore K (leggi Kalinic, due gol in cinque minuti) che evita la sconfitta nel derby dell'Arno. E che probabilmente aumenta la rabbia per un'occasione sprecata. Non è squadra abituata ai pareggi la Fiorentina (ieri il primo stagionale arrivato alla partita numero 17, manna per gli scaramantici) ma dopo aver sbandato, sofferto e rischiato un capitombolo che sarebbe stato clamoroso due gol incassati in nove minuti e un dubbio rigore non concesso all'Empoli -, questo punto può essere considerato oro. Anche se Paulo Sousa parlerà di «due punti persi per il bel secondo tempo» pur ammettendo le scelte sbagliate cinque titolari in panchina - nel primo regalato agli avversari («non rifarei la stessa formazione»). Scelte figlie del percorso che attende i viola, a cominciare dalla tappa di giovedì a Basilea fondamentale per il passaggio del turno in Europa League. Senza parlare poi del viaggio a Reggio Emilia di lunedì prossimo in casa del sorprendente Sassuolo che sarà però orfano del gioiellino Berardi.Grandi meriti dell'Empoli di Giampaolo, che viaggia già a velocità maggiore del suo predecessore Sarri (un punto in più), capace di approcciare meglio la sfida e di indossare i panni dell'avversario giocando con una difesa molto alta, un pressing ossessivo e tante verticalizzazioni. «Non potevamo che giocare così, tenendo alta l'intensità», così il tecnico ospite. Un atteggiamento quello dell'Empoli (imbattuto da tre trasferte) che manda in crisi i viola, i cui meccanismi non funzionano a dovere e che manovrano sotto ritmo. Insomma una squadra irriconoscibile che prende gol da Livaja il croato non segnava da due anni e 18 partite in A, anche se la sua rete è chiaramente irregolare (errore dell'assistente Paganessi) e da Buchel che indovina l'angolino con un sinistro dal limite. L'intervento in area di Astori su Saponara fa venire i brividi ai tifosi gigliati, ma l'incerto Banti non assegna il rigore pur portando in un primo momento il fischietto alla bocca.I cambi di Sousa (Bernardeschi e soprattutto Kalinic) regalano l'accelerata che muta il copione del match: il croato segna la sua prima doppietta in A dopo la tripletta a San Siro con l'Inter sale a quota nove nella classifica cannonieri e solo la traversa gli nega l'aggancio a Higuain tra i bomber del campionato. Dimostrando di essere l'arma in più di questa squadra. «Durante la stagione ci saranno momenti in cui non saremo migliori e questo deve farci maturare, ma da questa rimonta usciamo più forti perché aumenta la nostra consapevolezza, bisogna credere nel lavoro e avere ambizioni senza limiti», il messaggio di Paulo Sousa che guarda il bicchiere mezzo pieno. Pur essendo consapevole che non era la giornata adatta per iniziare a riempire la casella delle X. «Il campionato in primis», dirà perentorio Andrea Della Valle parlando degli obiettivi stagionali della Fiorentina. Paulo Sousa, invece, non esprime una preferenza e liquida l'argomento con una battuta: «Come si fa a scegliere tra il papà e la mamma?».