Fischi e insulti dai genitori: l'allenatore sospende la partita di basket

Il coach, non riuscendo a placare gli animi, ha deciso di ritirare la squadra. I genitori insultavano i ragazzini e l'arbitro di 13 anni

Domenica, a Carpenedolo, paese della Bassa Bresciana, due squadre di ragazzini del 2005, 13 anni, stanno giocando una partita del campionato Under 13 di basket. Nella palestra della scuola media l'Amico basket Carpenedolo sfida la Negrini pallacanestro Quintello 1996. A fare da giudice di gara un ragazzino, coetaneo dei giocatori, che da appena due mesi ha completato il corso da arbitro.

Ma, appena dopo il fischio iniziale, dalle gradinate iniziano a provenire i primi fischi e gli insulti rivolto all'arbitro:"fischi solo a loro, e ma guarda, è passi, è fallo, non ci vedi?". Più i minuti scorrono, più le urla aumentano: "è un massacro, e i falli, e le mani addosso, non ci vedi, quello è antisportivo, e questo non lo vedi?". E più i genitori inveiscono contro i ragazzi, più gli atleti si innervosiscono, aumentando il numero delle scorrettezze.

All'inizio del terzo tempo, poi, la platea di genitori perde le staffe, a seguito di un fallo tecnico: "tu sei un criminale, gli hai fatto male apposta", "che cazzo dai tecnico, vergognati coglione, vai a rifare il corso, quanto ti pagano?". È allora che l'allenatore della squadra del Carpenedolo decide di chiedere il time out, per andare a parlare con le persone sedute sugli spalti, ma anche per lui, in risposta, arrivano solo insulti. A quel punto, il coach decide di chiedere la sospensione della gara, perché il clima non permette ai ragazzi di giocare in modo sereno. La vicenda è stata raccontata dall'allenatore sulla sua pagina Facebook.

Ieri hanno perso tutti, ragazzi, genitori e allenatore. Ma non solo. Ieri ha perso anche lo sport.