Fleet & Mobility

Oltre un milione di veicoli a noleggio sulle nostre strade. Non c'è che dire, ne ha fatta di strada questo sistema di considerare l'auto (e anche i furgoni) come un prodotto di consumo a tempo determinato, che intercetta più di 7 miliardi di spesa degli italiani e pesa un quarto delle immatricolazioni. «I dati testimoniano l'inarrestabile evoluzione della mobilità italiana con il graduale passaggio dalla proprietà all'uso dei veicoli», dichiara Massimiliano Archiapatti, presidente di Aniasa, l'associazione dei noleggiatori. Il rent-a-car vale 1,2 miliardi e con le sue 130mila macchine e furgoni riesce a far girare per 36 milioni di giorni. Va tutto bene, salvo un persistente strabismo tra la curva dei volumi e quella dei ricavi, a indicare un costante ricorso alla leva del prezzo. Confermato anche dai dati del primo trimestre del 2019, che mostrano un aumento dei volumi del 2% a fronte di ricavi in linea con quelli dello stesso periodo dell'anno precedente.

Poi c'è il car sharing, la novità di questi anni. L'uso del servizio è cresciuto fino a quasi 12 milioni di noleggi di circa mezz'ora l'uno, di media, con le stesse 6.600 auto che già c'erano l'anno prima. Però, dato interessante, a usare il servizio sono stati 640mila clienti, il 20% in meno rispetto all'anno precedente. Insieme, rent-a-car e car sharing sono espressione di un nuovo modo di intendere la mobilità individuale, fatta di veicoli in comune, da usare quando servono e poi lasciare ad altri.

Infine la componente più rilevante, il noleggio a lungo termine, che pesa per 900mila veicoli e oltre 5,5 miliardi di giro d'affari e ha concluso verso la fine del 2018 una crescita iniziata nel 2015, fondata su un mix di fattori: il quantitative easing della Bce, le forti pressioni dei costruttori e il super ammortamento.

La spinta è arrivata soprattutto dagli automobilisti, con o senza partita Iva, che scelgono di avere l'auto senza esserne proprietari. Il cambio culturale è significativo ed è giusto così, in ossequio al principio per cui si compra ciò che si rivaluta e si affitta ciò che si svaluta. L'uso rimane esclusivo, tanto che è improprio parlare di sharing/condivisione, cosa ben diversa dal rent/noleggio. Nel dubbio, basta chiedere le chiavi all'amministratore delegato.