Follia Benassi, il Toro in dieci s'arrende allo Zenit

Granata in inferiorità per un'ora, segna anche Criscito

Una ribattuta in rete di un capellone belga che potrebbe essere l'erede di Pogba alla Juve. E un tap in di uno che nella Signora ci ha pure giocato. Il Toro, in dieci per oltre un'ora a causa dell'espulsione (legittima) di Benassi, torna da San Pietroburgo con un doppio passivo che rende a dir poco complicato il passaggio del turno: 2-0 per i russi, certo non trascendentali ma bravi ad approfittare delle ingenuità granata. Così, dopo che Benassi si era fatto cacciare per doppio giallo appena prima della mezzora commettendo ingenuamente due falli decisivi a settanta metri dalla propria porta, la squadra di Villas Boas ne ha approfittato per mettere le mani su un match fino a quel momento equilibrato: Padelli aveva effettuato un solo intervento su Rondon dopo pochi minuti, ma quasi nulla era poi successo fino a quel momento.

Da lì in avanti, invece, la fisicità dei padroni di casa e la loro capacità di far girare il pallone per trovare spazi vuoti la facevano da padrone, fino a quando un destro di Smolnikov non veniva trattenuto da Padelli e Witsel era bravo a replicare in rete da centro area. Belga da tenere d'occhio, il 26enne Axel: contratto in scadenza nel 2017, acquistato dai russi per 40 milioni ma corteggiato da varie squadre di prima fascia comprese Juve e Milan, centrocampista centrale di buona corsa e più che discreto piede.

Il Toro faticava e non avrebbe potuto essere altrimenti: squadra sempre molto alta, lo Zenit, brava a portare il pressing e a sfruttare la superiorità numerica: Vives, entrato per Martinez, si faceva male pure lui e doveva lasciare il posto a Farnerud appena dopo una parata d'istinto di Padelli su Hulk nel momento in cui i russi diventavano padroni del campo. Il raddoppio arrivava come conseguenza logica: palo del gigantesco brasiliano, palla sul sinistro di Criscito e Toro momentaneamente al tappeto. I granata però non crollavano, pur sbandando in maniera vistosa: Glik risolveva un paio di situazioni pericolose, entrava Maxi Lopez per Quagliarella e nel finale erano addirittura i granata a prendere un po' di coraggio affacciandosi dalle parti di Lodygin: una girata di Maxi Lopez veniva murata da Garay e Farnerud era poi troppo precipitoso nella sua conclusione di sinistro dal limite dell'area.

«Non mi esprimo in merito all'espulsione di Benassi - il parere di Ventura - ma la gestione della partita non mi è piaciuta. Sulla carta lo Zenit era decisamente più forte di noi, ma l'avere regalato un uomo per oltre un'ora ha reso il tutto più difficile. Tra una settimana ripartiremo ad armi pari e credo che sarà una partita tutta da vedere». Servirà un mezzo miracolo, ma una speranziella c'è.