Fontana & Wierer. La medaglia è questione tra moglie e marito

Allenate dai rispettivi coniugi, Arianna si gioca la qualificazione, Dorothea già un podio

Lei spara sulla neve, l'altra taglia il ghiaccio, una è bionda, l'altra castana, ma gli occhi sono azzurri per entrambe ed entrambe classe 1990 sono allenate anche dai rispettivi coniugi. Anche se poi fan sempre di testa di loro. Ecco Doro e Ari le prime donne azzurre a scendere in campo in queste Olimpiadi coreane. Una, Dorothea Wierer fa biathlon, doppia fatica outdoor di chi scia e spara; l'altra, Arianna Fontana, è il prodigio azzurro ed indoor dello short track, dove una differenza di pochi millimetri può significare l'altare della gloria o la polvere della caduta. Doro ha un bronzo olimpico al collo ed è alla sua seconda esperienza a cinque cerchi; Ari, è la veterana super medagliata, a caccia dell'oro che le manca, e ieri ha aperto la delegazione italiana sventolando il tricolore. «Con la bandiera fra le mani, non temo nulla, ho provato una grandissima emozione».

Per entrambe la chiave sarà il freddo. Una ci spera, l'altra lo detesta. «Mi sento pronta ha detto Wierer - : a Sochi non lo ero, mi sentivo come in avanscoperta eppure arrivò quel bronzo a squadre e pure un sesto posto individuale. Ma quattro anni dopo, la mia vita è completamente cambiata e io voglio di più». Lei, nata a Rasun di Sotto, nei boschi di Anterselva, patria del biathlon, ha lavorato una vita per queste gare: 3 medaglie mondiali, una coppa del mondo individuale nel 2016, 24 podi e 5 vittorie in Coppa l'ultima proprio un mese fa a Rhupolding - sono i numeri della sua carriera, iniziata con il titolo mondiale juniores, prima italiana nella storia. «E pensare che da giovane ero più festaiola: lo sport mi ha cambiato e regalato il senso della disciplina». La sua è una vita tutta casa e carabina: per due volte ha detto di no ad una cover di Playboy, ha rimandato al dopo Giochi le sue apparizioni in tv e dice che sì, alla famiglia penserà, ma solo dopo i Mondiali del 2020 che saranno proprio a casa sua, in Alto Adige. Al villaggio olimpico si è ambientata bene: «Anche il cibo non è male! In ogni caso cucina mio marito». L'attesa si vince sferruzzando con l'uncinetto, la stanchezza con un velo di rimmel sugli occhi. «La pista olimpica? È su un campo da golf: poteva essere lenta, ma c'è freddo, quindi va bene, però è molto difficile, serve una gara perfetta perché le avversarie sono tutte di alto profilo». Doro teme piuttosto il vento: «Sia per me, in gara, sia per le mie mani una volta al poligono», dove la sua precisione è ormai da manuale. Oggi la prima freccia da sparare nella sprint di 7.5 km (dirette alle 12.15), insieme con le compagne Nicole Gontier, Lisa Vittozzi e Federica Sanfilippo.

Arianna Fontana, invece, oltre alla bandiera, in valigia ha infilato anche il cuscino l'unico con cui riesca a dormire - e tutto l'affetto della sua Valtellina: 5 medaglie olimpiche, 15 mondiali non possono bastare. Quell'oro ci vuole e oggi (dirette dalle 11.44) per lei e compagne, Lucia Peretti e Martina Valcepina, potrebbe essere la prima occasione di accarezzare quel sogno un po' più da vicino: in agenda ci sono le qualificazioni ai 500 metri che si correranno martedì.