Forma, tattica, soldi: tre deficit da colmare

Il deficit più allarmante in questo gelido (per i risultati) gennaio milanista è costituito dalla condizione fisica del gruppo

Il deficit più allarmante in questo gelido (per i risultati) gennaio milanista è costituito dalla condizione fisica del gruppo. Col Verona, per il debutto di Seedorf, hanno ballato per trenta minuti circa, con l'Udinese la tenuta è scesa a venti minuti: troppo pochi per mettere sotto qualsiasi rivale. Grazie anche allo scollamento tattico, le pedine sistemate da Guidolin sembravano frecce rispetto ai paracarri rossoneri. Ma pure Iturbe ha fatto vedere, in velocità, i sorci verdi a Zapata e soci. Irriconoscibili, rispetto al mese di dicembre, alcuni esponenti di razza, un nome su tutti: Kakà. Deficit inquietante che non ha una spiegazione plausibile: il preparatore (Folletti, collaboratore di Allegri) è stato lo stesso di un anno fa, quando cominciò proprio a gennaio la cavalcata strepitosa verso il terzo posto. Il secondo deficit è quello tattico. Il Milan ha cominciato con un sistema di gioco, il più collaudato (4-3-3 della stagione precedente), è passato, dopo l'arrivo di Kakà a quello più tradizionale, adesso si è votato al rischiosissimo 4-2-3-1 griffato Seedorf. Nella recente esperienza milanista, con Leonardo in panchina e in difesa nientepopodimenoche Nesta e Thiago Silva, quel sistema di gioco procurò molti rovesci e qualche isolata soddisfazione, stregò gli occhi della platea ma procurò anche un inizio di esaurimento nervoso ad Abbiati, Pirlo e Ambrosini. Seedorf è deciso a non farsi condizionare dalla rovinosa sconfitta in coppa Italia: deve limare lo schieramento, deve perfezionarlo, completarlo, arricchirlo con qualche uomo in più (Abate, Montolivo, Muntari, il prossimo Essien) ma nel frattempo ha perso il più affidabile dei suoi distratti gendarmi (Zapata). Sarà bene che ci ripensi, specie in vista dell'Atletico Madrid e della Champions. Infine il mercato. Qui il dibattito è aperto. Presentarsi in una boutique per acquistare una pelliccia senza avere la carta di credito color oro è impossibile: così capita al Milan. Le operazioni, tutte rigorosamente a costo zero, possono diventare genialate oppure rivelarsi dei flop ma dalle parti di Milano non ci sono più sceicchi bianchi capaci di acquistare Messi o Neymar. Sarà il caso di rammentarlo.