Formula 1, Ricciardo e la sfortuna del secondo pilota

L'australiano sempre più solo in Red Bull, vede il podio sfumare per il settimo problema tecnico nel 2018

Daniel Ricciardo ha perso il suo caratteristico sorriso: da settimane ormai il volto è tirato, sofferente, con una situazione diventata insostenibile anche per l’allegro pilota australiano.

Nelle interviste post gara del Messico ha rovesciato tutta la rabbia nascosta in una frase impensabile per un pilota: “Ci vediamo l’anno prossimo, io le successive due gare non le voglio correre”.

Dichiarazioni diametralmente opposte a quelle fatte dai colleghi, come Alonso e Raikkonen, cui interessa solamente poter correre. Che sia in Formula 1, che sia altrove.

Un Ricciardo portato all’esasperazione dai problemi dell’auto, della quale anche lui pare non fidarsi più: “In tutto il weekend le prove di partenza sono andate benissimo, non abbiamo mai avuto problemi e invece oggi è stato uno schifo. Questa è sfortuna”.

Così mentre ieri proteggeva con il coltello tra i denti una seconda posizione meritatissima, a nove giri dal termine, il fumo bianco dal posteriore ha ucciso sul nascere quello che poteva essere il podio della rinascita.

Ancora una volta tradito dalla sua monoposto, stavolta nel Gran Premio del Messico: è la settima tornata quest’anno che un problema tecnico appieda l’ormai Paperino australiano.

Non è solo il grattacapo meccanico a corrucciarne il volto, ma il corredo grigio che lo avvolge: Daniel è sempre più separato nel box Red Bull, quasi dimenticato dalla scuderia.

Sabato, appena soffiata la pole position al compagno Verstappen, la smorfia in mondovisione di Helmut Marko aveva dato ulteriore dimostrazione dell’isolamento vissuto dal pilota australiano.

Come non bastasse, lo stesso talent scout austriaco aveva rincarato la dose: “Questa è la terza pole per Ricciardo e farebbe bene a godersela, perché potrebbe essere la sua ultima per un bel po’ di tempo. Alla Renault dovrà aspettare molto per essere competitivo”.

La decisione maturata in agosto di passare alla Renault da parte di Ricciardo era arrivata come un fulmine a ciel sereno anche per la scuderia austriaca: una scelta sicuramente ponderata dalla volontà di non rimanere secondo a vita, all’interno del box.

L’arrivo di Verstappen aveva mutato i pesi tra i due volanti: mentre Ricciardo aveva idea di poter correre alla pari con il compagno, alcune situazioni avevano dimostrato che non sarebbe stato così in futuro. Vedendo le costanti problematiche a cui è ciclicamente sottoposto dalla sua firma, l’idea appare sempre più condivisibile: dichiarata o meno, la presenza di una seconda scelta appare evidente anche in Red Bull.