Tra Francia e Svizzera un «petit biscuit» E avanzano in coppia

Per i bleus due traverse con Pogba e Payet Poi s'accontentano: col pari avanti entrambe

P rima, imbattuta, e con un ottavo di finale da giocare domenica prossima dopo una lunga settimana di riposo, contro una delle migliori terze. Eppure, le notizie positive per la Francia, padrona di casa dell'Europeo, finiscono qui. Tre partite, contro avversari abbordabili, e ancora zero prestazioni convincenti in una competizione che i galletti affrontano da favoriti. Per la terza volta consecutiva, i Bleus sembrano aspettare il guizzo individuale, il lampo di genio per sbloccare una partita in cui il gioco non si vede. E' una Francia che però sa soffrire, lottare e sembra aspettare il momento giusto per colpire. E' vero che dietro non rischia molto, ma per una squadra che ha a disposizione un arsenale offensivo da far impallidire le nazionali di mezzo mondo, era lecito aspettarsi qualcosa di più. Lo sanno anche i francesi, quelli che hanno fischiato i galletti all'intervallo della partita contro l'Albania, a Marsiglia, e han mugugnato ieri a metà ripresa, mentre la Svizzera difendeva, senza troppi problemi, lo 0-0. «Abbiamo avuto tante opportunità, dovevamo garantire il primo posto e lo abbiamo fatto. Non sono cieco, mi rendo conto che possiamo fare meglio» le parole di Didier Deschamps sono quelle di chi ha capito che quando le cose diventeranno difficili, servirà qualcosa di più. E se Skomina, nel recupero avesse visto la trattenuta, netta, di Sagna su Dzemaili, ora il primo posto sarebbe il primo dei rimpianti del ct.

La Francia di ieri manca DI intensità e forse anche un po' di coraggio, perché le scelte di Deschamps, che lascia in panchina Payet, Gignac, Matuidi e Kante, sono quelle di un ct che guarda già avanti, anche se con una settimana intera di recupero, forse si poteva osare di più. Solo in difesa non cambia nulla, perché dopo le prime partite poco convincenti, l'ex bianconero conferma tutti per continuare a cercare quegli automatismi difensivi che per ora non funzionano. Dopo 7', infatti, per Lloris sono già brividi, e ancora una volta su situazione di calcio d'angolo, come contro Romania e Albania: Schar anticipa Rami e tocca per Djourou che manca la deviazione sul secondo palo. Pogba ha voglia di fare, e si vede. Senza Matuidi, preservato da Deschamps per gli ottavi, il bianconero può prendersi finalmente la zona sinistra del centrocampo, quella che occupa alla Juventus, ma non in nazionale. Il giocatore spento e indisponente delle prime due partite, lascia finalmente il posto a quello vero. Dopo una settimana di polemiche, tra i comportamenti in ritiro che non son piaciuti a Deschamps e al suo staff, e quel gestaccio, discusso, verso la tribuna stampa dopo il primo gol francese contro l'Albania. Nei primi 20' bersaglia Sommer da ogni posizione centrando due volte la traversa (10' e 17') da fuori e obbligando il portiere elvetico a un miracolo per evitare il vantaggio francese (12'). Nella ripresa, Deschamps cerca di dare la scossa ai suoi con l'ingresso di Payet, decisivo nelle prime due partite e sempre nei minuti finali. Questa volta il suo lampo di classe, una volé di destro su cross perfetto di Sissoko, si stampa sulla traversa (30').