«La frase di Alonso? Non l'avrei detta Mica sono scemo...»

È l'uomo del momento. Vuoi perché nei prossimi giorni escirà il film su di lui e su James Hunt e la F1 che c'era e non c'è più, Rush s'intitola, roba grossa, griffata dalla regia di Ron Howard. Vuoi perché siede comodo al vertice della Mercedes F1 di Lewis Hamilton e Nico Rosberg e sogna in grande. Vuoi perché Niki Lauda, soprattutto, sa parecchio di team ma anche degli umori piloteschi e le intemperanze verbali, dei litigi e gli scontri - usiamo un eufemismo - dialettici fra pilota e squadra. A metà degli anni Settanta si parlò infatti spesso del suo rapporto con Enzo Ferrari. La stragrande maggioranza dei tifosi ricorda ancora il suo addio alla Rossa a mondiale '77 appena conquistato. In molti scordano però l'altro episodio, quello che umanamente, forse, diede più fastidio a Enzo Ferrari, quello dell'infortunio in vacanza causato da una divagazione su moto da cross che invece Niki ufficializzò come incidente su trattore nella sua tenuta. Bugia che infastidì parecchio il fondatore. Per cui, chi meglio del grande austriaco per giudicare quel «quindi c'è da farlo passare, veramente siete dei scemi (o geni o sgemi, ndr), mamma mia ragazzi…» detto via radio al team da Fernando Alonso sabato a Monza? Tanto più che Niki sa bene quanto Enzo Ferrari tenesse a due cosette. La prima: mai criticare la macchina in pubblico; la seconda: mai criticare squadra e tecnici in pubblico. Anche perché c'è un dettaglio che Niki tiene ben a mente e che forse è sfuggito ad Alonso: oggi come allora molti dei ragazzi della Rossa sono emiliani. Gente che incassa, gente che però non dimentica.
Alonso ha dato degli scemi o geni, comunque con un tono di marcato rimprovero. Una leggerezza figlia dell'adrenalina o un vero errore?
«È stato un grosso errore. Specialmente in Italia, dove i meccanici hanno una sensibilità particolare».
Lei l'avrebbe mai fatto?
Ride. «Sorry, francamente non sono in grado di risponderle. Io con Enzo Ferrari non mi sarei mai permesso... Mica sono scemo...». Ride e si porta il dito alla tempia, facendo toc toc.
Provi a immaginare, e se invece l'avesse fatto?
Pausa. «Diciamo che certamente non avrei avuto la possibilità di farlo un'altra volta».
Però può accadere che si perdano i nervi. Fernando si è difeso dicendo che sono cose che appartengono alla quotidianità di un team.
«Può succedere, ma non deve. La verità è che in questo sport può accadere sempre di tutto... Ma non ai campioni».
Ma questa è un'altra epoca, è l'epoca dei social, di twitter, un'epoca in cui si parla molto, adesso che è a capo della Mercedes F1, se i suoi piloti Hamilton e Rosberg combinassero qualcosa di simile?
«Non vorrei sembrarle troppo ottimista, ma credo che non succederebbe niente del genere da noi... Il team lavora per far correre veloce il pilota e il pilota deve saper gestire e proteggere la squadra. Fatti simili non devono accadere».
Sì, ma nel caso...
«Gli parlerei. Anche ai piloti capita a volte di sbagliare in pista, però il team li rispetta comunque. Per cui, a maggior ragione, il rispetto deve essere reciproco. Di errori se ne fanno, succede… ma non ci si deve insultare».
Raikkonen in pole, Hulkenberg, di Resta... In questi giorni è un festival di nomi da affiancare ad Alonso. Pare che il nome del prescelto sia imminente, ne faccia uno anche lei.
«Diciamo che se fossi al posto del presidente Montezemolo prenderei Kimi. A Fernando potrà anche non piacere, ma la Ferrari ha un problema... E Raikkonen potrebbe garantire una spinta alla squadra... Come successo da noi con Hamilton».