Froome sempre più giallo Si prende anche la crono

Questa volta mette tutti d'accordo: vince senza strafare. Niente effetti speciali, ma alla fine il migliore è ancora lui: Chris Froome. Terza vittoria di tappa per l'africano d'Inghilterra, che si aggiudica anche la crono di Chorges, sicuramente una prova molto più adatta ai passisti scalatori che ai passisti veloci. Ma visto che la maglia gialla è uno che va molto forte sia a cronometro sia in montagna, la vittoria non poteva che andare a lui: anche se di poco.
Solo 9" separano l'inglese da Alberto Contador, che corre una grandissima cronometro, ma alla fine deve inchinarsi alla maglia gialla. «Penso di aver corso una buonissima cronometro - dice però visibilmente deluso lo spagnolo -, ma Chris (Froome, ndr) è stato davvero forte anche oggi. Penalizzato dal fatto di non aver sostituito la bicicletta? Non credo. Ho perso per pochissimo, e forse ho pagato sull'ultimo tratto di discesa e di piano dove Froome è molto più pesante e potente di me. Tour chiuso? Chris ha un ottimo vantaggio sul sottoscritto e sugli altri, ma mancano ancora tre tappe molto difficili sulle Alpi. Per quanto mi riguarda, fino alla fine cercherò di dare il massimo. Secondo o decimo a me non interessa niente. Io ho sempre amato vincere».
Chi ci ha preso gusto e spera di continuare a vincere è appunto Chris Froome, che si dice sorpreso per aver ottenuto l'ennesima vittoria. «Era una crono che non mi si adattava moltissimo, e francamente pensavo di poter pagare qualcosa. Invece, poco o tanto, ho guadagnato su tutti. Il cambio di bicicletta? È stata la scelta che probabilmente mi ha fatto vincere».
Alle spalle dei due un ottimo Joaquin Rodriguez terzo a 10", poi Kreuziger a 23", Valverde a 30", Quintana a 1'11". La classifica generale è sempre più ben definita: Froome ha 4'34" su Contador e 4'51" su Kreuziger. Purito è quarto, poi Quintana.
Come già detto, la crono di ieri è stata una prova atipica, che ha sorriso più ai passisti scalatori che agli specialisti puri. Ma soprattutto è stata una gara condizionata dalla pioggia, scesa a intermittenza lungo discese insidiose e salite (Cote de Puy-Sanieres, 6,4 km 6% e Cote de Reallon, 6,9 km al 3,9%) piazzate lungo i 32 chilometri del percorso. Una giornata dura anche per i meccanici e i direttori sportivi, che hanno avuto il loro gran bel da fare. Molti corridori, infatti, hanno scelto di cambiare bici in corsa a seconda dei tratti: da crono con le protesi e in alcuni casi con la ruota posteriore lenticolare nella parte più regolare, da strada in quella più dura. Insomma, uno scenario da pit stop come in un Gp di Formula 1.
Oggi le Alpi e, quel che conta, l'Alpe d'Huez, che per la prima volta nella storia dovrebbe essere affrontata due volte nella stessa tappa. Si parte da Gap: 168 i chilometri in programma e arrivo a quota 1850. Una delle frazioni più attese, che rischia però di essere ancora più dura e rischiosa nei tratti in discesa, proprio per via del maltempo.
E se le condizioni dovessero essere davvero al limite, gli organizzatori hanno già pronto il "piano B". Altro non sarebbe che la cancellazione della discesa del Col de Sarenne e la seconda scalata dell'Alpe d'Huez. «Per ora l'ipotesi non viene considerata» spiega Jean François Pescheux, direttore di corsa del Tour, ma l'idea è chiara: se dovesse piovere, la temutissima discesa del Col de Sarenne sarebbe troppo pericolosa e quindi la scelta del Tour sarebbe obbligata. In caso di pioggia, quindi, arrivo fissato sull'Alpe d'Huez al primo passaggio, con tappa accorciata a soli 122 chilometri, con 50 km in meno del previsto.