Fulmini viola sul flirt di Jovetic con la Signora

Della Valle furibondo stoppa il montenegrino L'idea Tevez stuzzica il Milan. Higuain bloccato

«Sono arrivato ragazzino, me ne vado uomo. Ora ho bisogno di stimoli altrove. Ciao ciao Fiorentina, la Juve mi chiama, nella loro lista vengo prima di Ibra, Tevez e Higuain. Chi non ne sarebbe lusingato?». Bravo. I Della Valle però sono furiosi e adesso è guerra totale: «Stevan Jovetic si ricordi che ha firmato un contratto fino al 2016». A Marotta basterà versare la clausola rescissoria? Non se ne parla proprio, la clausola non esiste, c'è solo un accordo sulla parola, una lettera d'intenti mai depositata in Lega e custodita in un cassetto di via Manfredo Fanti al 4, vergata il 20 ottobre del 2011 quando al montenegrino venne ritoccato l'ingaggio con una promessa: se ci porti in Europa e hai delle richieste siamo pronti a vagliarle a fronte di una offerta minima di 30 milioni.
Se prima Jovetic aveva delle probabilità di finire alla Juventus ora le ha ridotte a zero, verrà pesantemente multato e anche la sua permanenza a Firenze diventa a rischio altissimo dopo le sue dichiarazioni su Conte: «Un tecnico che mi farà crescere». Peraltro alla Fiorentina non sono mai arrivate richieste ufficiali da parte della Juventus, solo colloqui con Ramadani, il procuratore del giocatore. Insomma ecco come tarparsi le ali con un'uscita a vuoto. In Premier ci sono le attenzioni del Chelsea e nella Liga del Madrid, trattative tutte da aprire ma Jo-Jo è entrato in un vicolo cieco. Vale per lui ma anche per altri lamentini che circolano in zona, i Della Valle sono letteralmente furibondi.

Tutto questo a mercato ancora ufficialmente chiuso e gli inglesi che cercano di convincerci che a Manchester fanno tremendamente sul serio con El Shaarawy. Anche se ci credono in pochi. Ma se il City sdogana Carlitos Tevez e ci aggiunge 25 milioni, allora El Shaarawy va in Premier senza indugi. Poi sarà compito di Adriano Galliani trovare l'accordo con l'argentino che dal City percepisce un annuale da 8,5 netti e per ammissione del suo manager Kia Joorabchian, è pronto a ridursi in cambio di un contratto che consenta di incrementarlo con premi e bonus a obiettivi raggiunti. Dopo una prima offerta per El Shaarawy di 40 milioni cash senza risposta, Mansour sarebbe ben felice di piazzare Carlitos e inserirlo come contropartita tecnica nella trattativa perché lui non rinnova e a giugno prossimo si libera a parametro zero. Poi ci sono le recenti dichiarazioni di Adriano Galliani che a domanda diretta ha fatto sapere cosa pensa: «Mi dispiacerebbe un po' se Tevez andasse alla Juve». Le foto a Rio con l'Apache poi lo stop alla trattativa di Pato al Psg, all'amministratore delegato la faccenda non è mai andata completamente giù. Metterci di mezzo Tevez fa gioco a Mansour e al Milan. Il City mette fretta a tutti i potenziali pretendenti, Juve in testa, e Galliani torna su un obiettivo dichiarato, manda un segnale importante a El Shaarawy e sgancia un po' di stress addosso a Marotta che tratta Carlitos da tempo. Insomma è una bella storia dove il Faraone ci capita dentro grazie al suo temporaneo appannamento e non è detto che alla fine Tevez rinnovi. É la tesi del Daily Telegraph che ricorda come si stiano facendo i conti senza il parere del prossimo tecnico Manuel Pellegrini che potrebbe anche tentare di trattenere Tevez. L'unica certezza è su El Shaarawy, il Faraone non è incedibile e il commento a margine della nuova campagna abbonamenti rossonera («Le immagini dei giocatori impiegati non è garanzia della loro permanenza»), sembra proprio preciso.
Ieri pranzo di lavoro tra Perez e Agnelli al ristorante Puerta 57 di Madrid. Al termine Marotta ha annunciato che slitta la trattativa per portare l'argentino Gonzalo Higuain alla Juve. Perez lo ha dichiarato incedibile fino all'ufficialità del nuovo allenatore. Andrea Ranocchia non sembra incontrare le preferenze di Walter Mazzarri che ha ricevuto gli auguri di Mourinho. Josè, criticato da Iniesta, si è subito rifatto scaricando su Boateng: «Non prendo fotomodelli in squadra». Si chiama solidarietà fra colleghi, nel calcio trionfa sempre. L'allenatore della Roma prima o poi arriva. Involontariamente ironico Daniele De Rossi ha ammesso di capirci poco: «Non ho idea di chi troverò al ritorno dal Brasile. Ma sarà sicuramente uno bravo».