Fuorigiri

Anno nuovo, problemi vecchi e i soliti aumenti che, ovviamente, colpiscono anche la popolazione degli automobilisti. E in vista ce ne saranno altri e altri ancora. Per esempio, già ora si sa che a Milano l'1 gennaio del 2019 il biglietto di tram e metro crescerà di 50 centesimi, proiettando il trasporto pubblico del capoluogo lombardo (ticket a 2 euro) tra i più cari d'Europa. «Usate i mezzi pubblici, lasciate la macchina a casa». Sì, va bene. Ma anche girare in tram sta diventando un lusso, come già lo è parcheggiare entro quelle poche strisce blu rimaste in centro. Invece di aumentare il biglietto si potenzino i servizi di controllo e si faccia pagare il ticket a tutti. È disarmante vedere gente che sale sul tram ignorando la vidimazione e salta regolarmente i tornelli del metro tra l'indifferenza (e paura) del personale. Lo facessi io - o un'altra persona normale - sarei subito redarguito e multato pubblicamente. Forti con i deboli e deboli con i forti. La parola d'ordine è fare cassa, dunque, tra trasporto pubblico più salato, parcheggi, pedaggi, carburanti, Rc, limitazioni discutibili. E tasse. Ci chiedono tanto, ma in cambio arriva poco, viste le condizioni delle strade e tutte le altre magagne che dobbiamo sopportare. Alla fine di novembre l'Anfia, cioè l'associazione della filiera italiana automotive, ha diffuso una nota che evidenzia come il settore tanto vituperato ha raggiunto, nel 2016, un carico fiscale di 73 miliardi, il più alto di sempre. A fronte di un incremento dell'1,6% del totale delle entrate tributarie del Paese rispetto al 2015, la quota percentuale del gettito proveniente dall'automotive su quello complessivo calcolato secondo il criterio di cassa, si mantiene così al 16%. Nessun grazie per il generoso contributo alla causa pubblica. L'ingordigia del fisco è senza limiti. Una domanda: siamo proprio sicuri che l'auto elettrica, nel momento in cui la sua diffusione dovesse essere più importante, non sarà in qualche modo tassata, anche indirettamente (cioè di nascosto)? In questa Italia c'è da aspettarsi di tutto e il contrario di tutto.