Galliani: "Risorgeremo come la Juve". Ancelotti il sogno, ma è Sarri il futuro

Continua a piacere il tecnico dell'Empoli. Klopp al Real potrebbe muovere Carletto

Sergio Ramos e Carlo Ancelotti

Appuntamento al 1 giugno. È il giorno segnato sul calendario del Milan per dare ufficialmente addio all'esperienza di Pippo Inzaghi e riprendere l'attraversamento del deserto. A massaggiare il cuore infranto dei tifosi rossoneri e a confermare «la voglia» del presidente Silvio Berlusconi di mettere mano a «un mercato importante», ha provveduto ieri Adriano Galliani, convinto del fatto che «chi ha storia, tradizione e cultura del successo è destinato a riprendersi in grande fretta». Sul tema ha citato due illustri precedenti molto significativi: «La Juve del 2010 e del 2011 è arrivata due volte settima ma ha vinto lo scudetto nel 2012; il Milan undicesimo del '98 ha vinto lo scudetto l'anno dopo». Un'altra conferma è sulla strategia del club. «Punteremo sui giocatori italiani» ha ripetuto Galliani che ha già sulla sua scrivania un lungo elenco di contratti in scadenza (Abbiati, Bonera, Pazzini, Muntari, Mexes, De Jong) oltre a una significativa rosa di calciatori di passaporto italiano come Darmian, Bertolacci, Boselli che riscuotono un evidente gradimento. L'appuntamento al 1 giugno è la scadenza più attesa perché riguarda la scelta del prossimo allenatore.

Accompagnato Pippo al capolinea di Bergamo (partita con l'Atalanta del 31 maggio, la stessa che segnò la fine del sogno europeo di Seedorf), Berlusconi deve dare un nome e un cognome alla prossima guida tecnica della squadra. Fino a ieri sono stati abbinati alla panchina rossonera una serie di tecnici: Mihajlovic (prenotato da Galliani e poi lasciato libero), Sarri (tornato d'attualità), Conte, Ancelotti, adesso anche Montella oltre che Lippi rientrato dalla Cina con l'intento dichiarato di passare ad altro mestiere, quello del capo dell'area tecnica, e già messo in pre-allarme da un ipotetico emissario bolognese di mister Bee. Sulla suggestione del ritorno a casa di Ancelotti, le parole di Berlusconi pronunciate a Saronno, sono state più di una risposta: «Parliamo di cose concrete». Un clamoroso cambiamento dello scenario potrebbe avvenire solo se i prossimi giorni dovessero confermare l'ultima indiscrezione rimbalzata ieri dalla Germania secondo cui il presidente del Real Florentino Perez avrebbe contattato Jurgen Klopp, allenatore del Borussia Dortmund offrendogli un ricco contratto (3 anni a 8 milioni a stagione) per sostituire l'amato Carletto (da squadra e maggioranza di tifosi madridisti). Anche a Madrid l'attesa è d'obbligo: devono lasciare a Klopp il tempo di chiudere col Borussia.

Commenti
Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Mer, 20/05/2015 - 12:54

Se torna Ancelotti farà la figura di rutti i ritorni: fallimentare. Se il Milan vuole risorgere deve smettere di fare il Milan cioè credersi un grande club, non lo è più da anni. Se vuole davvero risorgere metta tutto l'ambaradan nelle mani di un neozelandese sud africano australiano statunitense. Uno che crede nel lavoro e nel merito. Pieni poteri, dittatore. Il resto son chiacchiere. E soldi buttati via.

Ritratto di marcopedroni

marcopedroni

Mer, 20/05/2015 - 15:55

Licenziare Pippo Inzaghi è un errore. Pippo ha il Milan nel cuore. Ormai è già stato dimostrato molte volte. Il motivo per cui la squadra non gira, certamente non è per incapacità dell'allenatore.

pathos

Mer, 20/05/2015 - 20:15

al pelatone non crede nessuno se mai qualcuno in passato lo ha fatto e la sua esautorazione sarebbe il reale vero acquisto.