Gallo le canta ai tedeschi. E l'Italia vola agli ottavi

Super Gallinari, migliore azzurro del momento: 25 punti e 9 rimbalzi Gli azzurri soffrono con la Germania e la battono al supplementare

Dopola beatificazione contro la Spagna, oltre cento punti ai favoriti, il cammino penitenziale dell'Italia del basket verso il santuario delle finali europee a Lilla passa da un'arrampicata sulle cose impossibili per battere ai supplementari (89-82) ed eliminare la Germania ,a meno di miracoli oggi con la Spagna, tradita dal suo totem Nowitzki.

L'artiglio di Danilo Gallinari, un fenomeno che è il miglior giocatore italiano del momento e, forse, di sempre, per far perdere ai tedeschi il senso della partita, la fucilata da 3 di Marco Belinelli che aveva sbagliato spesso (4 su 15 prima di fare centro) ispirato come nel secondo tempo per mandare nel rancido la Spagna di Scariolo. Per affogare la Germania monocorde, tenuta in piedi dal genio, ma anche dalla sregolatezza di Schroeder, serviva qualcosa di speciale cercando di nascondere limiti e debolezze che stanno nella nostra permeabilità difensiva.

Ha cominciato alla grande Gentile, 11 punti, tenendo nel ballo un Bargnani in crescendo, 17 punti per un mago che ora nessuno vorrebbe veder sparire come gli consigliavano i delusi dopo le prime due partite giocate maluccio, una difesa fatta più con la testa che con le gambe, ha chiuso il tutto, con due recuperi decisivi nel supplementare, il Pietro Aradori che già aveva sorpreso gli spagnoli e ieri è diventato importantissimo con i suoi 9 rimbalzi e i due assist. Vietato dimenticare negli elogi un Cinciarini che ha fatto da sarto e da impiccato sui trottolini neri del Chris Fleming che sarà fra gli allenatori di Denver il regno del ghiaccio del Gallo.

Ci voleva fede e il rosario sgranato alla fine dal presidente Petrucci ci ha premiato castigando una Germania che è stata avanti tanto tempo, ma sempre con la coda bagnata e tanti pensieri in testa che alla fine l'hanno mandata in corto circuito perché Pianigiani ha mosso meglio del suo avversario fanti e artiglieri. Certo a Berlino non ci devono volere troppo bene, che sia calcio o basket li mandiamo a bere birra per consolarsi. Con il successo si aprono tutte le porte perché anche non trovando oggi contro l'imbattuta Serbia , ore 14.30, il primo posto nel girone potremo comunque dare uno sguardo all'Europa da protagonisti perché nel girone di Montpellier che stasera ci presenterà la rivale per gli ottavi di domenica nessuna avversaria può farci più paura di quelle che abbiamo trovato a Berlino, neppure la Francia, una polveriera dove tutti parlano e pochi ascoltano, sarebbe stata più difficile da battere della Spagna.

Le tossine , mentali e fisiche del partitone vinto 105-98 sulla Spagna tengono l'Italia in zona rossa, sempre senza Datome, non è poco: perdere vorrebbe dire lasciare tutto. Cinque punti da recuperare dopo il primo quarto (17-22) dove Schroeder, il nero di Braunschweig che andrà nella NBA, semina il panico. Pianigiani ruota, cerca, esplora, ma Belinelli non ha lo stesso passo del giorno prima, Gallo è grandissimo, ma super controllato. Serve il fuoco e lo troviamo con Danilo il nostro re Artù: 42-42 a metà tempo.

Più sofferenza nel terzo quarto, quello dei riposi obbligati del trio Nba. Si va a meno 10, ma non ci prende il panico anche se dopo 30' siamo 54-60. I tedeschi cominciano a regalare rigori che invece l'Italia trasforma anche perché è sempre il Gallo a cantare. Perdiamo Gentile (15 punti alla fine) e Bargnani per falli, serve l'arma bianca. Gallinari pareggia coi liberi a quota 76 e Schroeder si mangia male i 4 secondi per l'assalto facendo diventare acqua i suoi 29 punti.

Nel supplementare Gallo ( 25 punti e 9 rimbalzi) in coppia con Beli fanno strage nel pollaio tedesco aiutati da Aradori. La partita è conquistata sugli errori di Schroeder, un razzo, ma spesso in testa coda, sulle ceneri di quello che è stato un grande come Nowitzki, 14 punti, ma all'ombra dei sicomori. Adesso l'Europa non sembra così lontana come la qualificazione per i Giochi di Rio. Complimenti a chi ci ha creduto sempre. Noi non eravamo fra questi.