Garcia: «Questa squalifica infanga il mio onore»

Non si rassegna il tecnico della Roma, Rudi Garcia, alla squalifica di due giornate per aver aggredito il coordinatore degli stewards al termine della gara col Genoa. La sua reazione è indignata e dura: «Non accetterò che si cerchi di infangarmi, mi batterò con ogni mezzo per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne. Denuncio questo intollerabile attacco al mio onore e alla mia reputazione perchè tutta la mia carriera di calciatore, educatore e allenatore testimonia un comportamento esemplare che non è mai venuto meno».

Lo stop di due giornate per «condotta aggressiva e intimidatoria», da parte del giudice sportivo Giampaolo Tosel, lascia perplessi e accredita il potere degli stewards perchè quanto successo al rientro negli spogliatoi, non è stato visto da arbitro, quarto uomo, assistenti, addizionali, collaboratori della Procura Federale, commissari della Lega di A, forze dell'ordine o chiunque altro in campo. Solo dagli stewards: il loro cooordinatore aggredito (avrebbe anche schivato uno schiaffo) da Garcia, («subito allontanato da persone presenti», secondo il giudice) e altri due che hanno confermato la dinamica dei fatti. Un po' poco per squalificare per due giornate, anche perchè gli stewards non sono tesserati della federcalcio, ma sono comunque tutelati dalla giustizia sportiva che li equipara a tutti gli altri presenti in campo. Certo è che il caso è davvero anomalo e rischia di creare un precedente pericoloso. La Roma ha già preannunciato ricorso e almeno una giornata di stop potrebbe essere cancellata. La seconda è lasciata al buon senso della Disciplinare.