Garozzo in pedana, oggi tocca a quello "bravo"

Dopo l'oro nel fioretto di Daniele, il turno di Enrico nella spada. È lui il predestinato

nostro inviato a Rio de Janeiro

Quello bravo scende in pedana oggi, e chissà dunque cosa dovrà inventarsi. Dei due fratelli Garozzo, infatti, Enrico era il predestinato, ed allora per rispondere all'oro nel fioretto di Daniele gli resterà solo di vincere. La scherma insomma non vuol finire di festeggiare, e la famiglia Garozzo si prepara ad un'altra giornata col fiato sospeso. Eppure Enrico, 27 anni, e Daniele, 24, sono così uguali ma così tanto diversi. Parola di mamma Giuliana e papà Salvo, che hanno passato anni a rincorre quello scavezzacollo del figlio piccolo in giro per il mondo: «A volte è davvero impossibile: sparisce e si dimentica di dare sue notizie. Non come Enrico, che si fa sentire più volte al giorno». E allora il riassunto finale è che con Daniele «non si sa mai come comincia la giornata e soprattutto come finisce», ma se poi tutte si chiudono come quella di domenica sai allora che felicità.

I Garozzo insomma sono pronti a piazzarsi nei diversi punti dell'Arena Carioca 2, con Daniele questa volta tra i tifosi azzurri per spronare il fratello. Ovvero quello bravo e posato. L'oro del fioretto maschile infatti è uno che non sta mai fermo e anche domenica sera a Casa Italia, c'è voluto un po' di tempo per fargli passare la sbornia del tutto salutare del successo: «Adesso non vedo l'ora di scendere sulla spiaggia di Copacabana, ho sempre sognato di giocare a calcio lì». Già, perché i Garozzo hanno anche un passato da aspiranti calciatori, ma il destino li ha portati a sfidarsi seppur virtualmente in pedana: «È vero, mi avevano segnalato in grande forma ed evidentemente hanno indovinato ha scherzato Daniele -. È stata un'emozione indescrivibile, sono il più felice del mondo. È stato tutto perfetto, anche se ho faticato tantissimo: ad un certo punto potevo subire una rimonta, come è accaduto ad Avola che è stato eliminato dopo che era in vantaggio 14-8, ma mi ero preparato alla sua possibilità di recupero e l'ho gestita bene. Lui è un ragazzo con grande caparbietà, io però sono uno testardo. E pazienza se non sono stato l'oro 200 della storia d'Italia, Anzi, chi se ne frega». Daniele è così, e adesso si sgolerà per Enrico, che ha riempito la sua bacheca di Facebook con le foto del successo del fratello: quest'anno lui ha portato a casa un argento agli Europei di Torino ed è uno che tende a non sprecare risorse e a stare concentrato sul pezzo: «Perché di matto incasa ne basta uno: Daniele è uno che si agita sempre, era così anche a scuola per i compiti in classe. E chissà quanta energia ha sprecato a camminare su e giù nelle due ore tra quarti e semifinali». Insomma, state calmi: c'è un altro Garozzo su cui puntare. E se va bene si va tutti a Copacabana.