Gasp che Atalanta: vista sull'Europa

Il tecnico in 40 giorni dall'esonero al volo tra le grandi con i baby

Il 21 settembre, dopo il ko con il Palermo, l'Atalanta vedeva il baratro: appena tre punti in classifica e dietro di sè solo il Crotone, con la fine dell'era Gasperini - approdato in estate - già vicina. Quaranta giorni più tardi, la stagione dei bergamaschi si è capovolta. Napoli, Inter e ieri il Genoa dell'amico ed ex vice di Gasperini Ivan Juric caduti allo stadio Atleti Azzurri d'Italia, i due successi a Pescara con Crotone e gli abruzzesi e il pareggio a Firenze contro i viola senza subire gol. In totale sedici punti in sei gare, una media da scudetto visto che nessuno (nemmeno la Juve, «fermatasi» a 15) è riuscito a fare meglio in serie A tra la sesta e l'undicesima giornata, periodo nel quale l'Atalanta ha subito solo due gol. Così ora gli orobici respirano aria d'Europa con il sesto posto in classifica.

Grande il salto di qualità della truppa di Gasp, capace di scoprire e lanciare giovani importanti (dal bomber Petagna di scuola Milan al centrocampista con il fiuto del gol Kessie passando per Caldara, Conti, Freuler e Gagliardini), ma anche di intuizioni brillanti. Come l'avvicinamento alla porta di Jasmin Kurtic, il ragazzone sloveno portato in Italia dal patron del Palermo Zamparini e approdato a Bergamo nell'estate del 2015, diventando uno dei perni del gruppo. Ieri è stato decisivo con la sua prima doppietta da quando è in Italia (gennaio 2011), eppure solo dieci anni in patria faceva l'operaio per vivere.

Quella di Kurtic è una delle tante storie di una rosa che comprende anche il più esperto Papu Gomez (anche lui in gol contro il Genoa), che sogna di indossare la maglia azzurra della nostra nazionale; gente più blasonata in A come Paloschi e Pinilla e ancora il portiere Berisha, che ha scalzato nelle gerarchie dopo appena tre giornate lo Sportiello arrivato a conquistarsi un posto nello stage pre-Europeo dell'Italia di Conte.

Ma la medaglia d'oro spetta a mister Gasperini, che ieri ha sconfitto quel Genoa lasciato a fine stagione scorsa. Il maestro, uno degli ultimi allenatori affezionati alla marcatura a uomo che rende le sue squadre difficili da affrontare per tutti, ha sconfitto l'allievo Juric. E il condottiero di Grugliasco sta plasmando al meglio questo gruppo di ragazzi giovani che vale molto di più di quanto non dicano i nomi. Se arriverà l'Europa stile Sassuolo dell'ultima annata, sarà un vero e proprio capolavoro.