Gattuso: "Io al Milan? Sarebbe un sogno ma voglio meritarmelo"

L'ex giocatore del Milan, Gennaro Gattuso, ha parlato a 360° della sua ex squadra, del Presidente Berlusconi, della Nazionale Italiana e della sua carriera da allenatore

Gennaro Ivan Gattuso ha ottenuto la promozione in Serie B con il Pisa che ha sconfitto nell'agguerrita finale playoff, il Foggia di De Zerbi. L'ex centrocampista del Milan e della Nazionale Italiana ha parlato ai microfoni di Milan Channel. Sono stati tanti gli argomenti toccati dal campione del mondo, tra cui il Presidente Berlusconi e la Nazionale Italiana di Conte vincente all'esordio contro il Belgio: "Il presidente Berlusconi è uno dei più vincenti al mondo e sono 30 anni che ha portato il Milan sul tetto del mondo. Ha preso il Milan in un'aula di tribunale. Stiamo attraversando un momento negativo, ma la storia non bisogna dimenticarla e speriamo in una pronta guarigione del presidente. La Nazionale? Per l'ennesima volta si è vista la mano di un grandissimo allenatore. Poi può essere simpatico o meno, ma ha preparato una grande partita dal punto di vista tattico. L'Italia è stata padrone del campo. L'ho rivista stamattina e ci sono dei grandissimi spunti per chi fa una professione come me. Devo fare i miei complimenti a Conte".

I tifosi del Pisa vogliono che Gattuso resti sulla panchina dei nerazzurri, mentre la proprietà è divisa. Ringhio non ha dubbi in merito: "La mia voglia è quella di rimanere al Pisa. Se rimane Lucchesi io rimango. Con Petroni la mia avventura qua è finita. Sto facendo lo stesso percorso che ho fatto da calciatore. Sono andato presto all'estero. A me piace che nessuno mi regali nulla. Devo migliorarmi ancora in tantissimi aspetti per diventare un buon allenatore. Ho ancora tanto da lavorare per imparare a fare questo mestiere. Non basta essere stato un giocatore per saperlo fare. Il fuoco dentro e la passione non mi mancano".

Infine, Gattuso ha parlato del momento buio che sta vivendo il Milan e della possibilità un giorno di diventare allenatore del Diavolo: "Oggi la cosa migliore è avere una programmazione, perchè questi 4-5 anni ho sentito che si doveva puntare sui giovani e poi i giovani venivano messi da parte. La cosa più importante è parlare chiaro. Si può soffrire, perchè per tanti anni è stata una macchina perfetta invidiata in tutto il mondo. Un periodo di transizione ci può stare, basta guardare la Juventus. Come risolvere i problemi? I problemi si risolvevano sia in via Turati che nello spogliatoio. Fra società e squadra si ragionava con una testa sola e secondo me il segreto di tutti questi anni è stato questo. E' anche vero che il carisma di tanti campioni permetteva che le cose si sistemassero in pochissimo tempo. C'era un grandissimo senso di appartenza e delle regole che dovevano rispettare ed erano uguali per tutti. Io allenatore del Milan? Questo è il sogno. Così come è stato un sogno indossare la fascia di capitano con la mia gloriosa maglia cucita addosso. La mia strada è ancora lunga, perchè devo migliorare molto. Se diventerò bravo spero di avere questa opportunità".