Gazidis detta la linea Milan: Gattuso non si tocca

L'ad sorpreso dalle voci («Emotività eccessiva») usa con Rino il metodo Wenger all'Arsenal

Ivan Gazidis ha scoperto la turbolenza del calcio italiano. L'ha scoperto domenica sera, a Londra, dove è rientrato per qualche giorno da trascorrere in famiglia, dopo aver sfogliato con attenzione la rassegna stampa dei nostri giornali. E al telefono con i suoi più stretti collaboratori ha confessato il proprio stupore e i dettagli operativi di un vertice rimasto fino a quel momento segreto, seguito a Milan-Spal. Per Gazidis, che è appunto al debutto nella centrifuga del calcio italiano, si tratta di «emotività eccessiva», definizione elegante, quasi oxfordiana, per definire meglio le interpretazioni sul destino del tecnico milanista passato nel giro di pochi giorni da sicuro silurato a rimesso sulla panchina di Milanello senza se e senza ma.

A dire il vero, già Leonardo e Maldini, consapevoli che il silenzio inquietante registrato dopo il pari orribile di Frosinone e la sconfitta (immeritata) interna con la Fiorentina, erano intervenuti venerdì all'ora di pranzo per cementare la panchina di Rino. Gazidis ha fatto di più sabato notte, dopo il 2 a 1 sulla Spal che ha ricacciato indietro i fantasmi della crisi e rimesso il Milan in quota di galleggiamento per il posto in Champions (meno uno dal quarto posto della Lazio). Ha convocato un mini-vertice a quattro negli uffici riservati dello stadio e ha colto l'occasione per dettare le linee guida di competenza dell'ad del club. Andiamo al sodo: per Gazidis Gattuso «non è mai stato in discussione» e, questo il passo più importante del suo intervento, «non lo sarebbe stato nemmeno in caso di pareggio o sconfitta con la Spal». Tale attestato è una smentita solenne delle voci allarmistiche circolate sul conto di Rino ma anche una figuraccia per la fonte interna che aveva messo in circolo la notizia secondo cui Elliott avrebbe chiesto a Leonardo di assumere eventualmente l'interim della panchina.

A conferma della fede nella linea, Gazidis ha citato la sua esperienza all'Arsenal. Negli ultimi cinque anni, puntualmente, la piazza turbolenta dei Gunners, qui intesa come tifosi, ha chiesto la testa di Arsene Wenger (altra bufala circolata per il dopo Gattuso) che invece sino all'estate scorsa è rimasto in sella a dispetto di risultati deludenti. Gattuso è ripartito sabato notte da San Siro avendo in tasca qualcosa di più di un semplice attestato di fiducia. Ha capito che quella è la linea del Milan anglo-americano al pari di Leonardo e Maldini presenti all'incontro (assente il presidente Scaroni). Adesso però, finite le turbolenze, il tecnico deve concentrarsi sull'obiettivo quarto posto che non può essere perso, dopo l'eliminazione dall'Europa league. Secondo i suoi calcoli, nel girone di ritorno, in 19 sfide, deve totalizzare 40 punti per raggiungere una quota sufficientemente sicura (71), più di 2 punti a partita che non sono alla portata del Milan di dicembre.

Un contributo può arrivare dal mercato il cui inizio non ha certo procurato buone notizie. Muriel è stato soffiato dalla Fiorentina, Gabbiadini è una pista, con Sensi del Sassuolo per il centrocampo, in partenza Borini richiesto dalla Cina.