Generazione "Fedal" è una sfida infinita

Due Slam Federer e due Nadal: il 2017 si chiude così e sembra di essere tornati indietro di una decina d'anni

Due Slam Federer e due Nadal: il 2017 si chiude così e sembra di essere tornati indietro di una decina d'anni. La domanda a questo punto è se il tennis sia andato avanti in questo tempo. E soprattutto resta il grande di battito se uno dei due sia davvero il Più Grande di tutti tempi (Roger, per la stragrande maggioranza) o se Rafa alla fine valga più del suo rivale. Oppure ancora se, alla fine, la verità sia quella dello spagnolo che, appena dopo aver strapazzato Anderson nella finale dell'altra sera a New York e vinto il suo Major numero 16 (tre sotto lo svizzero), ha dato una sua personale visione della questione. In particolare sulla rivalità con Federer: «Ognuno fa la sua strada e vedremo a fine carriera come andrà a finire.

La nostra è una rivalità importante, per il nostro sport a mio avviso. I nostri stili differenti, le persone coinvolte, il fatto di aver gareggiato così a lungo per i titoli più importanti hanno costituito una grande promozione. In modo positivo, però, poiché siamo amici e ci rispettiamo». E quindi, sul chi sia il più forte, ecco l'ipotesi alternativa: «So solo che sono stato fortunato a giocare in un'epoca in cui tre atleti hanno vinto 19, 16 e 12 Slam. È tantissimo. Abbiamo scritto una pagina di storia notevole. E Djokovic è giovane e potrà vincerne ancora. Sampras aveva detto che dopo di lui nessuno avrebbe potuto vincerne più dei suoi 14? Io credo che non sia facile trovare un'epoca il cui tre giocatori abbiano fatto così tanto: forse è dovuto al fatto che abbiamo passione per ciò che facciamo.

Siamo sul pezzo da un mucchio di anni. Non è facile. Non è elegante dirlo, dal momento che mi riguarda, ma viviamo un periodo in cui ci sono atleti che fanno cose incredibili». In pratica: alla ricerca del migliore di sempre, il tennis si è ritrovato alla fine un'intera generazione irripetibile. Fatta di uomini, di atleti e soprattutto di campioni. La sintesi è Rafa che a fine partita ha voluto ringraziare in mondovisione lo Zio Toni che da gennaio non sarà più al suo angolo: «È stato il mio maestro e il mio motivatore, quello che sono lo devo a lui». E, davvero: Federer senza Nadal avrebbe fatto il Grande Slam almeno due volte, Rafa senza Roger avrebbe ben più dei suoi 16 grandi titoli. E Djokovic senza entrambi avrebbe dominato ancora di più, oppure forse non avrebbe avuto il Grande Esempio a cui ispirarsi, chissà. Di sicuro c'è che dopo di loro il gioco continuerà. Ma una rivalità così, probabilmente, sarà la numero uno per sempre. E non solo nel tennis.