Genny a'Carogna, ormai l'unico in grado di far funzionare il calcio

La serata dell'Olimpico svergogna ancora una volta la pochezza dei dirigenti. Per come è ridotta la situazione, conviene consegnare l'assurdo sistema direttamente al capo ultrà, capace con un cenno di organizzare l'evento

Dice Grillo che all'Olimpico è morta la repubblica. Se non è proprio così, certo la repubblica ha subìto un grosso infarto. Un colpo pesante al cuore della nazione Italia, proprio a Roma, la capitale, davanti agli occhi dei Renzi e dei Grasso, le cosiddette massime cariche dello Stato.
Sicuramente il corpaccione afflitto di questo Paese ne ha viste di peggio, sicuramente supererà anche questa. Ma una certezza resta: il calcio, massima espressione allegorica dell'intero sistema, non sta più in piedi da solo. Non sono in grado di tenerlo in piedi, di risanarlo, di gestirlo i suoi dirigenti, sommersi di umiliazioni e di fallimenti. Saranno pure bravi a formare squadre e a vendere diritti televisivi (anche se questi stessi risultati, ultimamente, non sono proprio eccelsi), ma la loro tragica pochezza emerge non appena le questioni esterne e superiori - razzismi, violenze, riti tribali - approdano brutalmente dentro gli stadi. Alle urgenze di cultura sportiva e di ordine pubblico rispondono con competenze e capacità da circolo bocciofilo.
Troppe prove fallite. Troppe promesse disattese. Troppo fumo, troppe chiacchiere, troppo di tutto. E allora sai che c'è? E allora è arrivato il momento di essere onesti e realisti. Bisogna che si arrendano. Alzino le mani e ammettano chiaramente di non essere all'altezza, di avere perso su tutti i fronti. Riconoscano che questa guerra è al di sopra delle loro capacità e si facciano dignitosamente da parte. Organizzino pesche di beneficenza, sagre della tinca, tornei di dama, fagiolate e salsicciate. Ma per favore non si occupino più delle cose più grandi di loro.
C'è un solo modo per fare funzionare bene il calcio. Per farlo ripartire senza intoppi, senza imbarazzi, senza accidenti. L'abbiamo compreso tutti benissimo proprio all'Olimpico. Sì, c'è un modo solo per uscirne. C'è una persona sola. Lui, Genny A'Carogna. Le chiacchiere stanno a zero: ha dimostrato nei fatti di essere l'unico, in Italia, oggi, capace di organizzare nel modo migliore i delicatissimi eventi del calcio. Un cenno e si gioca. Un cenno e non si gioca. Lezione esemplare per Abete e per tutti gli alti dirigenti delle istituzioni. Se ne facciano una ragione, lascino il posto a chi ci sa fare. Genny A'Carogna presidente federale, Genny A'Carogna presidente di Lega, già che ci siamo Genny A'Carogna anche designatore arbitrale. E' ora che il calcio abbia il capo che si merita.

Commenti

LANZI MAURIZIO ...

Dom, 04/05/2014 - 20:50

IN INGHILTERRA GLI HOOLIGANS LI HANNO CANCELLATI, POSSIBILE CHE NON RIUSCIAMO NEANCHE A COPIARE QUELLI PIU' BRAVI DI NOI.

Sapere Aude

Lun, 05/05/2014 - 06:43

A'Carogna presidente di Lega? Una provocazione non priva di senso logico, guardando i fatti. E già che ci siamo tiriamo fuori dalla galera a vita Totò Riina 'for President'. Ufficializzeremmo così un'Italia mafiosa quale scelta, se non la più democratica, almeno la più in linea con l'indole di un paese di cagasotto.