Il Genoa ha un Principe, ma anche Farina

Derby nervoso e cattivo: undici ammoniti. Decide un colpo di testa di Militoche resta capocannoniere del campionato. I rossoblù vincono con un tiro, ma alla Samp manca un gol: il pari di Fornaroli annullato per un fuorigioco che non c'è

Genova - Quel gol vale un derby. Non solo per il Genoa, ma per il bello del pallone. Per fortuna che c’era Milito, sennò sai che robetta sgualcita il derby di Genova. Nervi tesi e poco calcio decisivo. Ma questo è il fascino e il limite delle partite troppo sentite. Per fortuna che c’era Milito, Principe di un football che ti fa sentire il brivido. Un gol prepotente ha regalato la partita al Genoa, il grazie forse eterno per questo gaucho che, per la prima volta, ha provato il bello del derby ed ha lasciato il segno, allungando la sua straordinaria fila di gol: 12 in 14 match. Il Genoa è tornato a vincere dopo quattro partite a Marassi, ma è stato Milito ed altri dieci. La Sampdoria è stata più tenerella, giocando quasi per caso, salvo subire lo sgarbo della sorte e dell’arbitro quando si è vista annullare il gol del pari: fuorigioco dal campo, non altrettanto dalla moviola.

Infilate nella colorita e colorata bolgia di Marassi, le squadre per un tempo si sono perfino dimenticate la ragione prima per la quale si gioca al calcio: tirare in porta e possibilmente far gol. Illusi voi che si sgolate dalle tribune. Genoa e Samp sono entrate in una specie di frullatore che mescolava di tutto un po’, agonismo e rabbia, ritmo e determinazione, derby quello sì, perchè nessuno voleva mollare un centimetro di campo, tutti pronti a volar come uno sciame d’api nei pressi del pallone. Ma poco altro. Milito è stato gattone in agguato. Cassano deve aver letto una pubblicità del tabellone luminoso («Io casco bene e tu?») e si è adeguato. Per il vero il tabellone pubblicitario ha dato altre idee, non avendo di meglio da guardare. Chi prospettava «Crazy bull» aveva solo l’imbarazzo della scelta: il centrocampo era un pullulare di tori pazzi e scatenati. Poi c’era quel semaforo giallo ambulante a nome Farina (sei ammonizioni in 34 minuti) che si è tenuto a freno per un quarto d’ora. Ma, vista la mancanza di protagonisti, ha cercato di ritagliarsi la parte. Figuratevi: un invito a nozze! Il tabellone che sta lassù, nell’angolo della curva del Genoa, invitava anche a rivolgersi ad una ditta specialista del giardinaggio: visto il terreno verrebbe da pensarci. Sempre che la suddetta ditta non sia quella che si è presa cura di Marassi. In tal caso alla larga.

Ecco, in questo paesaggio calcistico (un po’ moscia la coreografia doriana), il Genoa dalle tribune ha calato il peso della storia: «Genoa 1893» e tu dimmi chi sei? La Samp ha messo in campo i pesi leggeri dell’attacco. Cassano è guizzato via subito. E dopo si è limitato al folklore. I centrocampisti hanno preso a randellare, quasi subito imitati da quelli genoani. Più bello a vedersi il Genoa, almeno nel gestire l’idea (solo l’idea) di gioco. Ma troppo impreciso nei centrocampisti. Più scarna la Samp nel proporsi.

Ci voleva uno shock per regalare la scintilla a tanto agonismo senza buon fine. E tale è stato il gol di Milito, dopo quattro minuti della ripresa. La ciliegina sul frullato: punizione di Milanetto e il Principe s’è fatto condor, rapace e killer, il colpo di testa è stato un lampo di bellezza calcistica. La Samp, presa alla gola, ha reagito immediatamente e trovato la rete: testa di Delvecchio (fuorigioco), Rubinho guizza e respinge, Campagnaro ci arriva. Gol e illusione, perchè Farina ha visto bene e annullato.

Da quel momento la partita ha preso a seguire la logica di una situazione calcistica. Samp in attacco facendo massa, pericoli pochi e male assortiti. Genoa sulla difensiva con facilità di contropiede, ovviamente impostato sui raid di Milito. Peccato non abbia tenuto fino alla fine e, a un quarto d’ora dalla fine, sia stato sostituito da Palladino. C’era così poca buona seta calcistica, nella partita di ieri sera, che piangeva il cuore perderne qualche brandello. Per le polemiche invece non si è negato Farina: la Samp ha pescato il gol al minuto 37, Fornaroli è sbucato in un guazzabuglio d’area. Rubinho c’è rimasto fesso, ma l’arbitro, ascoltando il guardalinee, ha annullato per fuorigioco. E non ci ha preso. Il suo derby resterà ancorato ad un errore che ha favorito la squadra del cuore (no, non l’ha fatto apposta) e a undici ammonizioni (sei Samp, 5 Genoa), figlie del protagonismo e di nervi tesi, che sono stati la vera anima del derby.

Video che ti potrebbero interessare di Sport