Genoa, Palermo e Fiorentina: 2017, fuga dal calcio

Il giorno dopo l'annuncio choc dei Della Valle, che con una mossa definita «di pancia» dal sindaco Nardella e dagli esperti di finanza hanno messo in vendita il club annunciandolo su internet, Firenze - la città che già nel XII secolo si divideva tra Guelfi e Ghibellini - si è spaccata ancora una volta: da un lato la curva che da tempo contesta, dall'altro i tifosi che temono di andare a star peggio. La sensazione è che gli imprenditori marchigiani abbiano voluto lanciare un sasso nello stagno per tastare il polso della tifoseria e forse pure delle istituzioni cittadine. A tale proposito sia Nardella che il presidente di Confindustria Firenze Luigi Salvadori si sono già affrettati a dire che il nuovo stadio si farà anche senza di loro. Solo nei prossimi giorni si capirà se quella dei Della Valle è stata solo una minaccia, se vogliono andare fino in fondo, ma soprattutto se c'è qualcuno disposto a mettere sul piatto i 250 milioni che più o meno sono quelli investiti nella Fiorentina a partire dal 2003.

Perché tra voler vendere una squadra di calcio e riuscirci il passo non è breve. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria fuga dal pallone, hanno dovuto passare la mano famiglie storiche come Berlusconi, Moratti e Sensi. Ma se trovare acquirenti per società così prestigiose è relativamente semplice, nelle realtà più piccole le cose cambiano. Bologna, Venezia e da poco anche Parma sono riuscite ad attrarre investitori stranieri come il Milan, l'Inter e la Roma, mentre da altre parti ai proclami di addio non sono ancora seguiti i fatti.

È il caso del Genoa. Preziosi ha urlato ai quattro venti di non poterne più, cerca acquirenti ma per ora ha trovato solo Cellino di ritorno da Leeds: si sono visti, gli ha chiesto quei 60-65 milioni che coincidono con l'indebitamento del club e per ora l'intesa è lontana. È il caso del Palermo che Zamparini, dopo anni di sfoghi, avrebbe teoricamente venduto alla ex «iena» Baccaglini: peccato che da marzo a oggi il closing non abbia fatto grossi passi avanti e tra due giorni sarà ancora il vecchio Zampa a formalizzare l'iscrizione alla B. È il caso del Pescara dove, nauseato dalla violenza degli ultras che gli hanno bruciato due auto, Sebastiani aveva deciso di dire basta; un mese fa si parlava del presunto interesse di un magnate kazako, poi non si è saputo più nulla.

La morale è che il calcio di oggi può essere sostenibile solo dove si riesce a tenere a bada la piazza evitando di fare il passo più lungo della gamba, altrimenti si finisce stritolati dai debiti, dalla rabbia dei tifosi o se va molto male da tutti e due. Firenze è incastrata tra ambizioni da top club e un bacino d'utenza che non le consente, la sparata dei Della Valle denuncia essenzialmente questo. Rischiano di essere i prossimi a fuggire ma di certo non saranno gli ultimi.

Commenti

ClaudioSaggini

Mer, 28/06/2017 - 09:29

Purtroppo hanno ragione di scappare via, visto che non sono riusciti a sistemare la questione tutta Italiana su come vengono divisi gli introiti dei diritti televisivi. Siamo rimasti ai tempi del "Marchese del Grillo". Il Marchese di Torino più due Marchesi di Milano con i due Conti "scontati dalla Borsa" dettano la legge aristocratica del signoraggio. Lo schifo vero è dei presidenti di club calcistici provinciali che accettano tale sudditanza per ragioni che fanno pensare molto male, Insomma è conosciuto in campo internazionale, vedi Usa, dove senza accettare nessun accordo tra club soci i soldi del Banco si dividono in parti uguali. Lo dice la legge del mercato libero. Solo in Italia sembra una bestemmia che il Crotone o Il Benevento hanno diritto ad una fetta pari a quella della Juventus dei Marchesi Agnelli, Non siamo capaci di amministrare nemmeno le cose più semplici. ClaudioSaggini

AndyFay

Mer, 28/06/2017 - 11:18

Firenze e' una piccola città, chiusa e provinciale, governata da politici incapaci, che non sono riusciti a costruire uno stadio, ma presto faranno una moschea. Gli illusi tifosi, memori di un calcio fatto di passione non si sono accorti che il mondo è cambiato. I furbissimi Della Valle hanno preso le contestazioni come pretesto per vendere i giocatori e far cassa. Come si presenterà un cinese o un arabo faranno il loro affari. Tutto ciò è orribile ma e' la realtà.