Genoa salvagente Milan Inter, Silvestre è pronto

Tratti uno, prendi due. Adriano Galliani veste un'altra volta i panni del prestigiatore. E dal cilindro estrae non solo l'atteso Acerbi, ma pure la sorpresa Constant. In un mercato povero come non mai, l'ad rossonero riesce far fronte anche alle improvvise avversità. Vedi Muntari, che fa crac in Nazionale e starà fuori per almeno cinque-sei mesi: urgeva un rinforzo a centrocampo. Così in un quattro e quattr'otto è nata l'idea Constant, mediano guineano già cercato dal Milan un anno e mezzo fa, ai tempi in cui faceva faville a Chievo. Poi il trasferimento al Genoa, un infortunio e l'oblio. Sino a oggi, quando il suo nome è improvvisamente saltato fuori nel mezzo del discorso Acerbi tra Galliani e Preziosi. L'accordo si è trovato velocemente: prestito con diritto di riscatto, che sarà ufficializzato dopo le visite mediche.
Di Acerbi avevamo già parlato nei giorni scorsi. Anche se ieri sono emersi alcuni dettagli aggiuntivi del suo approdo a Milano, reso ormai pubblico anche dalle foto del giocatore e del suo agente in via Turati con la maglia rossonera. L'operazione è stata un complesso triangolo Milan-Genoa-Chievo. Il Genoa ha acquistato la metà dei veneti per circa 4 milioni, ma nell'affare è stato decisivo Galliani, che ha girato a Verona il cartellino di Paloschi. Preziosi poi ha potuto girare Acerbi ai milanesi in comproprietà. Il difensore ha firmato un contratto di cinque anni.
In casa rossonera vanno registrate anche le parole di Mino Raiola, tornato a parlare dopo un paio di settimane di silenzio. L'agente di Zlatan Ibrahimovic e Mario Balotelli ha subito tarpato le ali ai sostenitori del Diavolo. Niente voli pindarici: «Ibra e SuperMario insieme? È un bel sogno, spesso i sogni sono più belli della realtà». Capito l'antifona? Ribadita proprio da Berlusconi a margine della presentazione di un libro. «Balotelli? Lasciamolo dov’è». In compenso lo svedese non dovrebbe muoversi dal Milan: «Gli accordi vanno rispettati e lui a Milano è sereno, anche se poi nella vita non si sa mai…». Saluta invece Flamini. Il mediano francese, in scadenza di contratto, non ha giudicato all'altezza l'offerta di rinnovo e ora tratta con altri club.
Genoa nel mercato del Milan e Genoa anche in quello dell'Inter. In attesa di risolvere le compartecipazioni in comune, nerazzurri e rossoblu ieri si sono incontrati per affrontare il discorso Destro, dopo che a sorpresa i liguri sono riusciti a convincere il Siena a cedere la propria parte di cartellino per 6 milioni di euro e le metà di Cofie e Polenta. Sullo sfondo rimane sempre la Roma. Se Destro però tornerà in nerazzurro, probabile la partenza di Pazzini, mai entrato nelle grazie di Stramaccioni. Ma Preziosi ha consigliato di andarci piano: «Ho incontrato Moratti, stiamo parlando di Destro ma non credo che rientri nei loro piani. Credo che Longo resterà all’Inter, mentre Kucka è tutto del Genoa». Risposta di Moratti:«Preziosi dice che Destro non ci interessa? Beh, se lo dice lui...».
Intanto l'Inter cerca anche un difensore e pare averlo trovato in Matias Silvestre. Il patron del Palermo Zamparini si è addirittura sbilanciato: «Ho incontrato Moratti e abbiamo parlato di Silvestre. Siamo sulla stessa linea d'onda. Le possibilità di chiudere sono del 99 per cento, andrà via per un prezzo tra gli otto e i dieci milioni di euro». Con conferma del presidente nerazzurro.
Chiudiamo con la Juve, che finalmente mette le mani su Verratti. Il piccolo regista resterà un altro anno in prestito a Pescara, poi si tingerà di bianconero. In Abruzzo sbarcano i giovani Bouy e Troisi, come parziale contropartita. Sfumato invece El Kaddouri, talento del Brescia, che andrà a Parma per circa 4 milioni di euro.
E il grande attaccante? Di sicuro non sarà Drogba, che dopo tanto parlare ha ufficializzato il suo sbarco in Cina. Giocherà nello Shanghai Shenhua, avversario dell'Evergrande di Lippi. E soprattutto guadagnerà tra i 12 e i 13 milioni di euro all'anno. E la Juve? Probabilmente non avrà nemmeno Gonzalo Higuain, che ieri ha confessato di voler ritornare al River Plate. Magari dopo qualche anno Real…
Commenti

paolodb

Gio, 21/06/2012 - 10:00

Data l'attuale situazione economica, difficile attendersi di più dai presidenti di club italiani. A Berlusconi, poi, il Milan non serve più né per l'immagine Fininvest né per la carriera politica. Certo bisognerebbe che anche in Spagna e Inghilterra, dove certi club spendono e spandono, venisse applicata la correttezza finanziaria ed i bilanci venissero sistemati.