Il Genoa toglie all'Inter l'ultimo sogno Champions

Lamanna ferma l'attacco di Mancini. E Gasperini firma un'altra vendetta. Per i nerazzurri il terzo posto adesso è una chimera

N o, non è la solita Inter, per intendersi quella della prima parte della stagione. Tanti 1 a 0 e tutti a casa a maledire il calcio cinico e spietato di Mancini rosicando invece sul primato della classifica che autorizzò qualche sogno di gloria. No, questa è un'altra Inter, nettamente più efficace, con un sistema di gioco di timbro offensivo, che può contare su un regista avanzato geniale come Palacio capace di servire una, due, tre occasioni golose da trasformare in gol. E invece per una sera, a Marassi, al cospetto del solito e puntuale guastafeste, Gasperini cioè, l'Inter non riesce a trovare sbocchi. Due volte Lamanna con le sue manone sante, riesce a rimediare sulle capocciate di Perisic, una volta interviene sulla linea e sul palo scoperto De Maio per ricacciare indietro una testata di Icardi. L'Inter insomma attacca, circonda la difesa del Grifone, ma non passa e anzi nel finale del primo tempo deve ricorrere alle prodezze del suo portiere, Handanovic, per evitare che Pavoletti, su calcio d'angolo, riesca a cogliere il bersaglio.

A caccia del terzo posto, sollecitato dalle notizie arrivate via via dall'Olimpico di Roma, Mancini consuma tutte le migliori risorse tecniche nella ripresa quando concede spazio e tempo a Eder e Jovetic di entrare in partita e provare a raddrizzare il risultato che nel frattempo prende un'altra piega. Può avere il sapore amaro della beffa ma è invece il risvolto del solito orgoglio genoano, del rigore tattico chiesto e ottenuto dal tecnico ai suoi combattenti. Così sugli sviluppi di un altro angolo, ecco l'artiglio di De Maio, un difensore (primo sigillo della stagione) in avanscoperta, il Grifone può cogliere di sorpresa la difesa interista, fino a quel punto tenuta sotto chiave oltre che dal portierone anche dalla prova di Miranda. Alla fine il Genoa si difende con le unghie e con i denti, proprio mentre Totti a Roma può incendiare il suo popolo e ridare altro ossigeno allo stesso Spalletti. Combattono tutti quelli del Genoa e riescono a tenere lontani tutti i rischi del recupero (Eder sfiora l'1 a 1), così l'Inter resta anche senza gol dopo la notte del 28 febbraio contro la Juve. Anche questa è una notizia. Ma forse la peggiore è quella che riguarda la classifica e la sentenza di ieri notte. Il terzo posto si allontana e diventa una chimera raggiungere la Roma o addirittura scavalcarla in classifica. Perciò alla fine Gasperini può ancora una volta fare festa due volte. 1) perché manda di traverso la rincorsa Champions alla sua ex squadra; 2) perché con 4 turni di anticipo sulla fine del torneo può festeggiare la matematica salvezza. Che non è poi un risultato di poco conto tenuto conto dell'inizio e dei tormenti, oltre che degli infortuni eccellenti contati in questi ultimi tempi. L'Inter e Mancini nell'occasione ha davvero poco da perdonarsi. Forse solo aver sprecato tanto nel primo tempo e creato meno, molto meno, nella ripresa. Segna poco l'Inter, questo è il suo attuale limite. Mentre il Genoa è riuscito a ricavare da uno dei rari assalti il gol e la giocata decisiva.

Commenti

gesmund@

Gio, 21/04/2016 - 11:08

Se non sono in grado di battere il Genoa è inutile che giochino la Champions, per farsi ridere. Al massimo la coppa delle fiere o UEFA o Europa League che dir si voglia, sperando di non essere eliminati già ai 64esimi. Hanno bisogno, più che di un altro allenatore - li hanno provati quasi tutti, come Zamparini -, di un esorcista, o di un robusto confessore, nell'anno della misericordia. Ad esempio, il Milan, non aveva frate Eligio?