Germania e Spagna regine in un torneo da 5 miliardi

I conti del mercato: tedeschi e spagnoli assieme valgono un quinto dell'Europeo. Ungheria fanalino

Preparate i portavalori. Blindati. Per un trasporto eccezionale da cinque miliardi di euro. Non è il montepremi dell'Europeo, ma il valore complessivo delle ventiquattro nazionali protagoniste da oggi in Francia. E se si dovesse stilare un pronostico tenendo conto della classifica delle squadre più ricche, l'esito sarebbe scontato. Se la giocano Spagna e Germania che vantano rispettivamente un valore complessivo della rosa di 592 e 580 milioni di euro, secondo le stime del sito specializzato transfermarkt. Se fossero i milioni a decidere il risultato, il rimanente posto sul podio se lo giocherebbero i padroni di casa della Francia, l'Inghilterra e il Belgio. Poche speranze per l'Italia con i suoi "miseri" 272 milioni, più che doppiata da spagnoli e tedeschi, e solo ottava dietro anche il Portogallo di Cristiano Ronaldo, il più caro con i suoi 110 milioni di euro di valutazione, e la Croazia italiana con sette convocati provenienti dalla Serie A.

Ma per fortuna è sempre vero che i milioni non vanno in campo. La favola del Leicester, insegna. E non a caso è dichiarata fonte di ispirazione proprio per l'Inghilterra. Ma soprattutto l'esempio lo dà l'Italia: nel 2012 era quinta nel ranking dei forzieri eppure arrivò fino all'ultimo atto. E quella nazionale aveva una valutazione superiore di soli trenta milioni a quella varata da Antonio Conte, una differenza minima che alimenta il sogno.

Nella classifica dei cinque miliardi il fanalino di coda è l'Ungheria che torna alla fase finale dell'Europeo dopo trentaquattro anni di svalutazione che l'hanno portata a una rosa dal valore complessivo di ventisette milioni di euro. Peggio anche delle cenerentole, di quelle alla prima volta come le piccole Albania, Islanda e Irlanda del Nord. E se si volessero tracciare i flussi migratori da cui provengono questi cinque miliardi di euro, la rotta più battuta sarebbe quella del canale della Manica. In pratica un convocato su quattro arriva dai campionati della Regina: 103 dalla Premier League e 31 dalla serie B inglese, che è anche il settimo campionato continentale più rappresentato. Il movimento calcistico dei Tre Leoni, anche una squadra di quarta divisione rappresentata all'europeo per un totale di centotrentanove convocati che hanno giocato nell'ultima stagione in Inghilterra, è geograficamente l'area dove si concentra gran parte di quei cinque miliardi di euro che potenzialmente potrebbero girare nel calciomercato. La bistrattata serie A ne porta in dote 52, più quattro della serie B, più della Liga (34) e della Ligue 1 (22), solo cinque in meno della Germania. E tra i club Juventus e Liverpool vantano il record: dodici convocati a testa. Quindi Tottenham e Manchester United. La Roma con otto è la seconda italiana più rappresentata.

Due dei cinque miliardi di euro che per almeno venti giorni "abiteranno" la Francia sono concentrati in cinquanta giocatori. Detto di CR7, Bale e Lewandowski sono gli altri più preziosi. Nella top ten ovviamente Pogba, non Ibrahimovic, neanche nei primi cento con una valutazione di appena quindici milioni determinata anche dal suo status di svincolato. Ma Ibra non ha prezzo. E per lui servirebbe un portavalori personalizzato.