La Germania pigliatutto vuole l'ultimo trofeo

La sperimentale di Löw, zeppa di baby, cerca contro il Cile la Confederations mai vinta

Marcello Di Dio

Due nazionali intercambiabili per età e qualità, senza che i ct della maggiore Low e dell'Under 21 Kuntz debbano litigarsi i talenti. È la Germania, la cui scuola calcistica vince anche quando i protagonisti non sono gli stessi. Una scuola florida in un sistema piramidale che nasce dalle 366 scuole calcio federali e che funziona, visto che un giovane bravo arriva presto a giocare titolare nel club e di conseguenza anche in Nazionale.

Il trionfo dei baby - grazie alla rete del talento dell'Hertha Berlino Weiser - è arrivato nella finale di Cracovia contro i quotati spagnoli nonostante ben sei calciatori appartenenti alla Under (più l'infortunato Sanè) siano stati spediti in Russia a fare esperienza nella Confederations Cup. L'anticamera del Mondiale che fra dodici mesi si giocherà nella patria di Putin e che vedrà i teutonici indossare i gradi di campioni in carica. E stasera alla Zenit Arena di San Pietroburgo - dove giocherà la squadra del neo tecnico Mancini - sarà proprio la «sperimentale» di Joachim Löw a provare a riempire la bacheca della National Mannschaft con l'unica coppa che manca.

La Germania è favorita, forte di una rosa tutta under 30 (il più vecchio è Wagner dell'Hoffenheim, 29 anni) che è un mix tra ragazzi promettenti e giocatori di buon livello, come il Rüdiger appena approdato al Chelsea alla corte di Antonio Conte. Tutti interpreti che possono insidiare il posto dei big per la trasferta iridata del 2018. C'è ad esempio il bomber del Lipsia Werner - che ha il cognome della madre perchè papà Günther Schun non l'ha mai sposata e che in Russia ha segnato tre gol, risultando primo nel numero di tiri effettuati nel torneo - ma anche il centrocampista polivalente dello Schalke 04 Goretzka, match winner contro il Messico in semifinale e per il quale si sprecano paragoni con i grandi tedeschi del passato, da Schweinsteiger a Ballack.

Sarà il Cile dell'ex Juve Arturo Vidal, ora nel mirino dell'Inter di Spalletti, a cercare di sovvertire il pronostico. Dopo aver eliminato il Portogallo ai rigori grazie alle parate di Bravo (per i lusitani, orfani di Cristiano Ronaldo tornato in patria per abbracciare i suoi gemelli appena nati, finalina per il terzo posto alle 14 a Mosca contro i messicani), la truppa dello spagnolo Pizzi si affida alla spensieratezza e alla qualità di molti suoi elementi, vedi Alexis Sanchez, oltre che al tifo dei russi. In patria vogliono festeggiare El Triplete dopo il doppio successo in coppa America. Anche per contraddire la vecchia teoria dell'ex asso britannico Gary Lineker: «Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince».