Da Gerusalemme a Roma sarà il Giro delle religioni E passerà per il deserto

Prime tappe in Israele con traguardo sul Mar Rosso. Poi ancora Sicilia e arrivo nella Capitale

«Il Giro non finisce mai di stupire. Questa volta, con la partenza dalla città più spirituale del mondo, lo è ancora di più». Ivan Basso, ex corridore professionista, due Giri d'Italia in bacheca, è semplicemente entusiasta dell'accordo siglato da Rcs Sport e Israele.

Per la prima volta nella storia un grande Giro partirà lontano dai confini del Vecchio Continente. Il via da Gerusalemme il 4 maggio 2018 (arrivo il 27, probabilmente a Roma), nel ricordo di Gino Bartali, il cui nome è impresso sul muro d'onore del Giardino dei Giusti nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem. Per la corsa più amata dagli italiani, autentico fiore all'occhiello di organizzazione e di manifestazione sportiva del nostro Belpaese, si tratta della 13ª partenza dall'estero.

Il primo colpo di pedale sarà dato a Gerusalemme con una prova individuale contro il tempo: 10,1 km, all'interno dell'abitato della città Santa. Un circuito cittadino, tutt'altro che semplice, pieno di curve e continui saliscendi che costringerà i corridori a rilanciare l'azione, non solo , ma poi dovranno anche alzarsi sui pedali per affrontare il finale in leggera salita: insomma, una crono breve, ma tutt'altro che banale.

Il giorno dopo tappa in linea: da Haifa a Tel Aviv, 167 km. Frazone nervosa, con le prime asperità rosa, attorno ad Acri e con il gran premio della montagna di Zikron Yakov. Il finale, però, è molto più semplice e piatto, adatto agli uomini-jet.

La terza e ultima tappa israeliana andrà da Be'er Sheva a Eilat sul Mar Rosso: 226 km. I corridori punteranno il deserto del Negev, prima di ritornare sulle rive del Mar Rosso.

«La nostra corsa è soprattutto un grande veicolo di promozione turistica per i paesi e le città attraversate ha spiegato Mauro Vegni, direttore del Giro -. Vedremo tre frazioni spettacolari che sorprenderanno sia dal punto di vista sportivo che da quello paesaggistico».

Tra i testimonial di eccellenza anche Alberto Contador, capitano della Trek Segafredo, che ha dato il suo addio alle corse alla Vuelta. «È incredibile che il Giro d'Italia parta fuori dall'Europa ha spiegato il fuoriclasse spagnolo, vincitore di due Giri (e un'altro gli è stato revocato, ndr) -. È un'ottima notizia per il mondo del ciclismo».

La presentazione del Giro 2018 è stata in ogni caso posticipata alla prima decade di novembre, ma da indiscrezioni, dopo le tre tappe israeliane, per il secondo anno consecutivo la corsa dovrebbe toccare la Sicilia. La carovana rosa dal Medio Oriente approderà infatti a Catania: dall'anfiteatro romano della città Etnea partirà la quarta tappa della corsa che approderà a Caltagirone.

La seconda frazione siciliana partirà invece da Agrigento per andare a concludersi a Santa Ninfa, nella valle del Belice che nel 1968 (e nel 2018 ricorreranno dunque cinquant'anni) fu teatro del tragico terremoto che causò centinaia di vittime. E per finire, terza tappa isolana con partenza da Caltanissetta e traguardo posto ancora sull'Etna, affrontato questa volta dall'inedito versante del Valentino, su strade più strette e ripide (pendenze che toccano il 18%) rispetto alla strada che quest'anno ha condotto i corridori al Rifugio Sapienza.

Commenti

venco

Mar, 19/09/2017 - 11:36

Questo giro è un'idea massonica che punta ad una religione unica mondiale, anzi all'annientamento delle stesse e in primis l'annullamento del cattolicesimo, come punta pure ad un governo unico mondiale.

gneo58

Mar, 19/09/2017 - 12:30

smettete di chiamarlo Giro d'Italia.

cir

Mar, 19/09/2017 - 18:42

ma che schifo, non si toglieranno la puzza per mesi !!!