È già Napoli-show I botti di Rafa e i gol di Hamsik

Immediata risposta alla Signora: Higuain non segna  ma sono bastati 90' per scordare Mazzarri e Cavani 

Nemmeno il tempo di arrivare e Benitez abbatte subito un tabù del «vecchio» Napoli: mettere k.o. il Bologna e Pioli, bestia nera degli azzurri nella passata stagione. Il biglietto da visita che la squadra partenopea presenta al campionato è degno dei fuochi d'artificio e delle splendide cheerleaders in scena prima del match di apertura di stagione al San Paolo. Tre gol, due dei quali di Marek Hamsik, il vero collante tra l'ultima stagione di Mazzarri e la prima del tecnico di Madrid, un palo e soprattutto un gioco spettacolare, fatto di grande intensità e fraseggi veloci nonostante si veda meno contropiede e più possesso palla. I 40mila del San Paolo impazziti, anche se Don Rafael aveva cercato alla vigilia di mitigare gli entusiasmi della piazza con il motto spagnolo «Sin prisa, pero sin pausa» (senza fretta, ma senza pause).

A Fuorigrotta Cavani è già un lontano ricordo, come lontano è il modo di giocare di Mazzarri, che poche ore prima aveva iniziato positivamente la sua nuova avventura a 600 chilometri di distanza. Il Napoli di Rafa con il 4-2-3-1 inedito da queste parti diverte ed entusiasma. E anche i nuovi (da rivedere il solo portiere Reina, al quale gli avversari regalano una serata da spettatore) sembrano già inseriti nell'orchestra dello spagnolo. Insomma, i tifosi sognano un'altra stagione da protagonisti e magari quel salto di qualità (leggi scudetto). Difficile non pensare a questo Napoli come una delle sfidanti della Juventus. Tanto più che il mercato è ancora aperto e ieri è arrivato nella truppa il giovane attaccante colombiano Zapata.

Il San Paolo aspettava il guizzo del nuovo idolo Higuain (per lui un gol giustamente annullato per fuorigioco e una punizione a lato), deve invece applaudire un grandissimo Josè Maria Callejon, il 26enne nato nella scuola del Real insieme al fratello gemello Juan Miguel: un palo e un gol all'esordio, che evidenzia la personalità del giocatore che a Madrid non aveva più spazio. Poi ci sono i punti di contatto con l'era precedente: la classe del già citato Hamsik, che sigla un'altra doppietta in maglia azzurra confermando la sua vena realizzativa di inizio annata (6 gol negli ultimi sei anni); la grinta di Behrami, il solito mastino a centrocampo pronto al recupero del pallone quando la squadra lo perde; la verve di Zuniga, che giustifica la voglia del club di allungare il contratto al colombiano, corteggiato dalla rivale Juventus.

Il Bologna è un semplice sparring partner, orfano della difesa titolare (e si vede) e attaccato all'estro di Diamanti, che predica nel deserto. Le partenze di Taider, Gilardino e Gabbiadini sembrano pesare molto nello scacchiere di Pioli, che spera di non perdere nell'ultima settimana di mercato anche il suo fantasista.