Il Giappone esonera il ct a due mesi dal Mondiale

Fatale la sconfitta contro l'Ucraina di Shevchenko per il bosniaco Halilhodzic, la Federazione affida la mission impossible al tecnico Akira Nishino

Mancano più o meno due mesi all’inizio dei mondiali in Russia e il Giappone esonera il cittì Vahid Halilhodzic.

A inguaiare il tecnico bosniaco, alla guida dei Samurai Blue dal 2015, sono state le ultime (e deludenti) amichevoli disputate contro il Mali e l’Ucraina. Il pareggio contro la rappresentativa africana e la sconfitta patita a Liegi contro la selezione guidata da Andrej Shevchenko hanno fatto emergere tutte le difficoltà e le frizioni tra la squadra, la federazione e lo stesso Halilhodzic.

Aveva fatto discutere, infatti, la decisione del ct di escludere dalla rosa del Giappone, almeno per le amichevoli, le tre stelle della nazionale, l’ex milanista Keisuke Honda, il talento del Borussia Dortmund Shinji Kagawa e l’attaccante del Leicester Shinji Okazaki. Honda è stato l’unico a essere “richiamato” ma non è bastato. La Federazione non ha nascosto che Halilhodzic paga la mancanza di fiducia e di comunicazione che s’è venuta a creare tra lui e la squadra. Così la Federazione ha affidato in fretta e furia la selezione ad Akira Nishino. L’ex tecnico della nazionale olimpica del ’96 che poi ha fatto incetta di titoli in patria col Gamba Osaka sa bene che il compito affidatogli è a dir poco proibitivo, al limite della missione impossibile.

Il presidente federale Kozho Tashima ha spiegato in una nota che :“Si è trattato di una decisione estremamente difficile ma necessaria per mettere la nostra squadra nella migliore posizione possibile per raggiungere i più alti traguardi al Mondiale, anche se questo significherà aumentare le nostre possibilità dell’uno al 2%”.