Gigante Hirscher: infila la quinta

L'austriaco vince a Kranjska Gora e ipoteca la coppa del mondo: cinque di fila, meglio di Girardelli

Lucia GalliProve generali di gloria, verifica di matematica. «Ho vinto? Devo fare bene i conti, ma è incredibile»: ieri a regalare a Marcel Hirscher la quinta coppa del mondo generale, oltre al terzo titolo di gigante, sono state la sua tenacia, mista alla neve di Kranjska Gora, terra di confine e di grandi imprese nello sci: come non firmare proprio qui l'ipoteca più solida sulla coppa 2016 che proietta il campione di Annaberg non solo nella storia, ma al primo capitolo. Cinque coppe assolute le aveva vinte anche Marc Girardelli fra il 1984 e il 1993, ma cinque di fila nessuno mai, soprattutto portando solo due materie all'esame, slalom e gigante, oltre a qualche incursione in superg. Per dire dell'impresa: con le sole due discipline tecniche, al nostro immenso Alberto Tomba il giochetto della overall riuscì una volta soltanto, 21 anni fa. Hirscher guida la classifica con 333 punti di vantaggio a tre gare tecniche dalla fine (sette totali), le sole dove Henrik Kristoffersen potrebbe impensierirlo. Dal 2012 l'austriaco, con la sua sciata atomica, quanto il marchio dei suoi attrezzi, ha quasi cancellato lo sforzo di una generazione di polivalenti che si cimentavano in tutte le materie per vincere. Quest'anno ha vinto 7 volte ma potrebbe eguagliare i 9 sigilli con cui si prese la prima coppa. Si accettano sfide per eguagliare l'impresa di questo 27enne austriaco nato fra le terre di Mozart, ma programmato per vincere sugli sci. Mamma olandese, ferreo papà che lo segue sempre ma non lo bacia più davanti alle telecamere come fosse una matricola, Marcellino pane e pali ha sempre contato su un talento immenso, mischiato ad un destino già scritto forse il giorno in cui Herman Maier gli firmò un autografo. Quando debuttò nel massimo circuito cominciò a lasciarsi tutti dietro, compresi i big del Wunderteam, Benni Raich su tutti che, da subito, aveva compreso che si trattava di una nuova stella, mentre la sua luna andava calando. Eppure proprio oggi Hirscher, 51 podi e 38 vittorie dopo l'inizio della sua storia che contempla anche un argento olimpico, due ori e due argenti mondiali, si riscopre insieme più umano e più forte di se stesso. Il suo 2016 è stato pieno di colpi di scena: gli infortuni di Ted Ligety e di Aksel Lund Svindal, per la storia dei se e dei ma avrebbero forse reso di poco più avvincente la cavalcata verso la gloria. Poi una serie di coincidenze che avrebbero fatto tremare anche James Bond: il furto degli attrezzi in val Gardena, il (presunto) sasso sotto le lamine a Wengen, ma soprattutto quel drone della regia Tv che, sulla 3Tre di Campiglio, lo sfiorò. Hirscher ci ha riso su: «Andare più veloce è sempre la soluzione». Così lo ha fatto anche ieri lasciandosi dietro Pinturault, Kristoffersen e quel dubbio di non riuscire ad essere ancora più forte di se stesso.