LA GIOCATA

di Franco OrdineDopo una settimana di arsenico e vecchi sospetti, ecco una serata di discutibile spettacolo ma che ridipinge a tinte meno fosche il vituperato calcio italiano. C'è ancora un bel pezzo di questo nostro pazzo mondo che non ha perso la testa e nemmeno il termometro della temperatura agonistica. A cominciare dalle tribune dello stadio, vietato alle truppe napoletane d'assalto ultrà, c'è da cogliere una gran bella lezione di fair play perché è possibile ammirare tifosi di entrambe le fedi, uno al fianco dell'altro, con le rispettive magliette riconoscibilissimi perciò, senza creare scandalo e nemmeno provocare scaramucce. Forse è merito anche di quei due toscanacci seduti sulle rispettive panchine, protagonisti di un autentico abbraccio colmo di stima: da Allegri e Sarri neanche una parola fuori posto, neanche una battuta velenosa, neanche un sottinteso. Lode anche a Orsato, che ha fama di essere uno inflessibile, uno di quei vigili che ai tempi passavano per strada e portavano via il pallone ai ragazzi scapestrati. Il vero record è il primo ammonito dopo un'ora di gioco. Zero proteste isteriche, mai una sceneggiata, nessuna tragedia. Una citazione speciale va garantita ai guerrieri di Juventus e Napoli che forse non hanno scaldato il cuore della platea mondiale ma di sicuro hanno regalato una prova di grande maturità. Insigne e Higuain si son visti poco, ancora meno Dybala e Morata, solo Pogba ha assicurato qualche emozione insieme con l'attenzione splendida dei Barzagli e dei Koulibaly prima di quella volè di Zaza che ha inchiodato il Napoli ma tutti insieme hanno reso un grande servigio al popolo juventino e al calcio italiano. Lo scudetto torna dalla parte della Juve senza che nessuno possa sollevare una sola ombra. Hanno provato ad avvelenare il pozzo e non ci sono riusciti.