Giochi di coppia fra tennis e soggiorno. Fognini-Pennetta come Agassi-Graf. O quasi

Belli, ricchi e innamorati. Gli sposi d'Italia sulle orme dei due miti degli anni '90

La prima volta che li hanno visti insieme era in un ristorante di Melbourne: cenavano in una saletta privata, si amavano già, ma era troppo bello perché passasse inosservato. Steffi e Andre erano una bella coppia e lo sono ancora, quindici anni dopo il loro matrimonio. Hanno due figli e una fondazione per far entrare nella vita dalla porta giusta i ragazzi difficili di Las Vegas, lei ha mollato la racchetta prima di lui, lui per un po' ha continuato a giocare a tennis solo per lei. Perché il tennis lui lo odiava, e perché «in fondo non lo odiano tutti, il tennis?» gli disse Steffi al primo appuntamento, mentre con le lunghe gambe che l'avevano resa la più forte stava in piedi vestita solo di un bikini bianco con l'oceano fino alle ginocchia. Guardando Andre con un sorriso che voleva dire tutto.

La prima volta che si sono fatti vedere è stato in una foto pubblicata sui social media, erano stesi in un letto un po' arrossati, un po' arruffati, sicuramente molto estasiati. L'amore non poteva avere un'immagine più bella, e sorridevano Flavia e Fabio perché era quello il momento in cui il mondo avrebbe dovuto sapere che il tennis non è tutto nella vita e che loro non erano più solo amici. Flavia avrebbe poi coronato il sogno di una carriera arrivando a vincere il massimo, uno Slam a New York. Fabio non sarebbe più stato quel rissoso, irascibile, carissimo tennista che un giorno riuscì a mandare a quel paese perfino suo padre, spettatore a bordo campo dell'ennesima mattana. Flavia ha mollato la racchetta prima di lui e lui, quando a novembre gli hanno chiesto se per caso lei gli avesse potuto fare da allenatrice, ha risposto con la luce degli occhi: «Flavia è meglio che ora si concentri a fare la moglie». Già, perché Fabio e Flavia nel 2016 si sono sposati, e sotto l'albero di Natale hanno scattato una foto in cui lui bacia il pancione di lei. Con una felicità che vuole dire tutto.

La prima volta che abbiamo pensato che in fondo la coppia Pennetta-Fognini possa essere l'Agassi-Graf del tennis italiano, di sicuro abbiamo anche ragionato su una possibile follia. E invece poi abbiamo capito che le assonanze non sono poi così stonate, anzi. Flavia e Fabio non hanno mai fatto un «Golden Slam» ovvero vincere tutti e quattro i tornei più importanti più l'oro olimpico come Steffi e Andre, ma in fondo chi mai l'ha fatto se non solo loro? E soprattutto: il tennis, in questa storia, è solo il passaggio di una vita insieme che corre parallela. Steffi e Flavia sono per dire - più grandi dei loro mariti, parlando di età; ed entrambe hanno deciso che la famiglia vale più di una pallina da rincorrere, di un trofeo che non è mai l'ultimo. Andre ha inseguito una vita Steffi, dal primo momento in cui la vide ricevendo indietro il mazzo di rose che le aveva spedito: per raggiungerla è dovuto passare per un matrimonio sbagliato con Brooke Shield, ma quando l'ha ritrovata sapeva che era destino. E così Fabio, che ha visto Flavia passare per il dolore di un amore finito con Carlos Moya per colpa di un tradimento da copertina, che l'ha vista deperire per la sofferenza e le è stato accanto senza bene sapere perché, fino a quando il destino non gliel'ha spiegato. Andre che dice di Steffi «è la persona che ammiro di più, è un gioiello», Fabio che racconta Flavia come «la donna che mi tranquillizza, che mi aiuta a battere i miei demoni». Sì perché i demoni sono stati accanto a lungo ad Andre così come a Fabio, fino a quando non hanno incontrato la felicità. Ed è per questo che una coppia Fognini-Pennetta vale quanto una Agassi-Graf. Non è questione di tennis. È una questione d'amore.