Giro: il bis di classe di UlissiJungels attacca in maglia rosa

Il toscano della Lampre salta sulla ruota del leader allo scoperto con Amador e li brucia allo sprint. Nibali e Valverde tentano il colpo di mano ma vengono ripresi. Pozzovivo cade e perde un minuto e mezzo. Dumoulin (sei giorni in maglia rosa) saluta il Giro: si ritira

Dopo la maglia rosa che tira per un suo compagno, la maglia rosa che scatta per strappare qualche secondo in classifica generale. Oggi tocca a Bob Jungels, il lussemburghese della Etix, che parte nel finale nervosissimo della tappa che arriva ad Asolo, primo traguardo veneto del Giro numero 99. Prima tentano il colpo di mano in discesa Chaves, Nibali e Valverde, ma dietro tutti si spaventano e collaborano per ricucire.

Quindi riprova il colpo di mano Amador, attivissimo in queste prime due settimane di corsa. Il costaricense della Movistar vuole indossare il simbolo del primato, prima di ammazzarsi di fatica per il suo capitano nell’ultima settimana. Ma Jungels è lesto a non lasciarselo scappare. “Ero quasi certo che Amador facesse qualcosa – racconta a fine tappa -. Quando è partito, dovevo stare dietro di lui. Ho spinto fino all'arrivo per guadagnare più tempo possibile sugli altri. Insolita una maglia rosa che attacca? Questo è il mio stile di gara, non potevo lasciare Amador andare". Quindi il punto focale: "Come andrà con le salite? Vedremo, finora è andato tutto bene, vedremo venerdì e sabato quanto riuscirò ad andare. Mi sento bene, ho una squadra forte, ogni giorno quello che viene è sempre un bonus”.

Tra quelli che si giocano davvero il Giro lui non dovrebbe esserci, a meno di exploit clamorosi.Non ci sarà nemmeno Diego Ulissi nella top ten a Torino, ma intanto il livornese della Lampre riesce a fare il bis. Dopo il successo con azione solitaria a Praia a Mare, ad Asolo mette in scena un nuovo capolavoro. Salta sulla ruota di Jungels e Amador, poi ai 200 metri li salta secchi e li brucia in volata mentre alle loro spalle ruggisce il gruppo in rimonta. Capolavoro di tenacia e tecnica, con un grazie grande così alla squadra che, nelle prime ore convulse di corsa, ha tenuto cucito il gruppo. “La squadra ha fatto un grandissimo lavoro per chiudere, nel finale eravamo un po' stanchi ma abbiamo trovato le energie per lavorare ancora davanti”.

E che lavoro: una doppietta al Giro non viene tutti gli anni, Ulissi è pronto per una grande campagna nelle classiche di primavera. Lui, per ora, si schermisce: "Io come Valverde? Magari..."In classifica si muove pochino. Detto del ritiro, ampiamente annunciato nei giorni scorsi, dell’olandese Tom Dumoulin (sei giorni in maglia rosa quest’anno), c’è da segnalare la caduta che costa 1’30” in generale a Domenico Pozzovivo, già sfortunato protagonista al Giro 2015 (caduta in discesa nelle primissime giornate, con svenimento, grande spavento e ritiro). E i 13 secondi guadagnati da Jungels e Amador. Nibali mastica amaro, ma attende tranquillo il tappone di venerdì con arrivo a Cividale, la prima occasione per terremotare la classifica. “Ho provato ad allungare in discesa e siamo andati via in tre – è l’analisi del messinese dell’Astana -, ma non c’è stata collaborazione da Valverde e ci hanno ripresi e li è iniziata un’altra corsa, dove non ho potuto sfruttare gran parte della mia squadra perché almeno in quattro sono caduti. Non era semplice perché c’era grandissimo stress nel finale”. Domani ruote veloci al lavoro, appuntamento a venerdì a Cividale.