Giro: Contador domina ancora. Aru va in crisi sul Mortirolo

La tappa al basco Landa, compagno del sardo all'Astana. Il giovane attacca il Pistolero sulla salita storica ma viene ripreso e patisce lo sforzo. Ora è terzo in classifica generale. Lo spagnolo sempre più padrone della corsa

Giù il basco. Mikel Landa vince all'Aprica la tappa regina del Giro d'Italia. Un capolavoro quello del compagno di squadra di Fabio Aru che, dopo aver scortato il giovane capitano nell'attacco sconsiderato alle pendici del Mortirolo, riceve il via libera da Giuseppe Martinelli e lascia indietro anche il padrone. Alberto Contador conferma, una volta ancora, di essere un fenomeno, padrone assoluto della corsa rosa. La sgasata sul Mortirolo ricorda il suo idolo Marco Pantani.

La maglia rosa attacca la salita con 45" di distacco dal gruppetto comandato dall'Astana, che doveva sferrare l'assalto per Aru. Il Pistolero parte da solo e, come un rosario, sgrana via via tutti gli uomini fino ad agganciare lo scalatore sardo in maglia bianca. Poi lo lascia sul posto e se va, sigillando di fatto il primato in classifica. Con lui Landa, liberato da obblighi di assistenza al capitano, che entra in una nuova dimensione della sua carriera. Se reggerà tutta la terza settimana l'Astana si ritrova in casa un altro grande corridore da corse a tappe. Con la coppia spagnola resiste l'olandese Steven Kruijswijk, capitano della Lotto-Nl. Che a una manciata di chilometri dall'arrivo dell'Aprica prova anche il colpo di mano per vincere la tappa, ma Landa non ci sente. Ricuce il gap, riparte e se ne va da solo verso il successo. Contador si accontenta o, forse, dopo lo sforzo immane sul Mortirolo non ha più le gambe per seguirlo e si accontenta di amministrare. Il basco dell'Astana con il colpaccio di giornata agguanta la seconda posizione sul podio.

Alle spalle del terzetto di testa ce n'è un altro. Il russo Trofimov, il costaricano Amador e il canadese Hesjedal, che cede qualche metro solo nelle battute finali. Quindi, tutto solo, in balia di gambe sempre più svuotate, ecco Aru. La smorfia sul viso, sembra singhiozzare mentre pedala in certi tratti, denuncia tutte le carenze di una condizione approssimativa dovuta alla preparazione devastata dal virus intestinale che l'ha appiedato prima del Giro del Trentino. Ora è terzo in generale, a 4'52" da Contador e a 50" esatti dal compagno di squadra. Amador è lì a un minuto dal sardo che tnterà di agguantare il suo primo podio in un grande giro. Più dietro Trofimov, Koenig, Caruso, Kruijswijk, Geniez ed Hesjedal completano la top ten. Che, dal quinto posto in poi, è molto fluida e può cambiare ancora molto prima dell'arrivo di domenica a Milano.