Giro, Contador prova da padrone Vola a cronometro e torna in rosa

Grandissima prestazione dello spagnolo che fa esplodere la classifica generale. Aru tenta di resistere ma paga quasi 3 minuti. Porte affonda ancora. La tappa a Kiryienka. Domani arrivo in salita a Madonna di Campiglio

La pioggia non lo scompone, il vento contrario non lo frena. La separazione tra Alberto Contador e la maglia rosa dura lo spazio di una cronometro. Maxi gara contro il tempo, 59,4 km, roba Anni '90, che favorisce il Pistolero di Pinto nei confronti di Fabio Aru costretto ad abbandonare subito il primato in classifica. È una dimostrazione di potenza sui pedali, efficacia aerodinamica e cattiveria agonistica quella dello spagnolo. Nello sprint sul rettilineo finale sembra quasi digrignare i denti, a mangiarsi l'aria mentre la attraversa a oltre 45 km orari di media. Il giovane scalatore sardo, nonostante i grandi progressi nelle prove contro il tempo, nulla può. Già a metà percorso si intuisce che lo spagnolo della Tinkoff vola ancor più del previsto, mentre l'italiano dell'Astana rema per restare a galla. Alla fine li separano 2'45", 2'28" netti in classifica, e da domani sarà battaglia durissima, quando scatta l'ultima parte del Giro, quella con le montagne sacre e le gambe piene di acido lattico perché si entra nella terza settimana di corsa. Se Aru vorrà provarci servirà una grande Astana ogni giorno per tentare di mettere a nudo qualche debolezza dello spagnolo che, però, finora è stato perfetto.

La vittoria di tappa va al bielorusso Vasil Kiryienka, il gigante della Sky, forse avvantaggiato anche da una partenza molto anticipata rispetto ai big, quando il vento sul percorso ancora non infastidiva i corridori. Distacchi abissali tra i primi dieci della generale che Contador fa letteralmente esplodere. Richie Porte, che si pensava potesse recuperare qualcosa in generale, va alla deriva e chiude 55°, aggiungendo altri 4 minuti al suo fardello in classifica, che già era pesante. Il capitano della formazione inglese diventa il ceco Leopold Konig, decimo in generale, ma staccato di 5'35", e il tasmaniano delusissimo e deludente fin qui potrebbe anche scegliere di ritirarsi. Resiste a un distacco abbordabile il costaricano Andrey Amador, della Movistar, ma sono comunque 3'31". Ed è il terzo. Poi dal quarto in giù si viaggia oltre i 4 minuti di distacco, con Rigoberto Uran (crono sottotono anche per lui che l'anno scorso vinse a Barolo) e Jurgen Van den Broeck. Tempo per recuperare ce ne sarebbe anche, la strada sale e pretende molto, bisogna vedere chi avrà gambe e resistenza per riuscire a incrinare la solidità del fenomeno spagnolo. Via domani con le Dolomiti e l'arrivo a Madonna di Campiglio, posto dopo il durissimo Passo Daone.