Al «Giro d'Australia» tocca a Rogers, il canguro del VaresottoL'uomo della tappa graziato dall'antidoping

ViggianoIl Giro ormai sembra una colonia australiana. Evans in rosa, prima il giovane Miki Matthews. Ieri, sul traguardo di Savona ecco un altro canguro, Michael Rogers. Vince con un volo solitario, da vero cronoman lui che vanta anche tre titoli mondiali nelle prove contro il tempo e un bronzo olimpico vinto a tavolino dopo la squalifica di Hamilton (Atene 2004). Vince dopo aver rischiato di non correre più a causa di una positività al clembuterolo riscontrata lo scorso mese di ottobre alla Japan Cup da lui vinta. Rogers viene fermato e sospeso, lui si difende e dimostra la buona fede: consumo di carne contaminata proveniente dalla Cina. L'Uci gli crede dopo aver consultato anche la Wada. Gli tolgono la vittoria, ma gli ridanno la licenza per correre. Scrivono in una nota: «L'Uci e la Wada stanno monitorando la situazione in Cina e in Messico: si raccomanda di non consumare carne in quei paesi». È tornato a correre alla Liegi ed è stato chiamato in extremis al Giro. Lui, l'“italiano” - vive a Gorla Minore, in provincia di Varese, con la moglie Alessia e le sue tre bimbe -, cresciuto ciclisticamente nel vivaio della Mapei con Cancellara e Pozzato, ha colto l'attimo.