Giro: sprint vincente di Viviani Matthews nuova maglia rosa

Il veneto della Sky parte per ultimo e brucia sulla linea l’olandese Hofland e Greipel. L’australiano della Orica, grazie al piazzamento, sfila il simbolo del primato al compagno Gerrans. Domani le prime insidie

Elia Viviani sfreccia davanti a tutti. Un italiano che vince alla seconda tappa, e per giunta in volata, è una doppia notizia. Il veneto della Sky lascia sfogare gli sprinter più entusiasti, quelli che anticipano, e partono a razzo all’inizio del rettilineo di via XX Settembre. Sacha Modolo della Lampre e Michael Matthews della Orica scappano via subito. Ma la strada inganna, lo striscione è lontano. E i più attendisti li risucchiano in una volata infinita. Andrè Greipel (Lotto) e Giacomo Nizzolo (Trek) sembrano scappare, ma anche loro bruciano tutto troppo presto. Moreno Hofland (Lotto-Nl) pare avere il colpo di pedale giusto. Ma non ha fatto i conti con l’italiano in maglia nera. Esce ai 150 metri con la velocità giusta per stroncare l’olandese proprio all’ultimo metro. E a cogliere la sua prima vittoria al Giro d’Italia. Da segnalare l’ottimo quarto posto in rimonta di Luka Mezgec e il quinto del nonno del gruppo, Alessandro Petacchi, ha passato i 40 anni ma in volata sa ancora come si fa.

Cambia padrone la maglia rosa. Come previsto in casa Orica avevano fatto i conti giusti. Premio alla carriera e tributo al compleanno per Simon Gerrans ieri a Sanremo nella crono d’apertura e oggi trasloco del simbolo del primato sulle spalle del cavallo di razza Bling Matthews, pronto a tenerla per qualche giorno. L’anno scorso erano stati sei, forse stavolta si fermerà prima ma almeno fino a mercoledì con l’arrivo in salita sull’Abetone l’australiano può gestire la situazione.

Viviani è l’emblema del fatto che la pista serve, eccome. Gli inglesi, con la Sky, negli ultimi anni ne hanno fatto una disciplina scientifica (e infatti hanno puntato proprio sul veneto, due argenti e un bronzo ai Mondiali): prendere gli atleti più completi dai velodromi e piazzarli su strada. «È una vittoria che aspettavo da tanto e finalmente è arrivata. Mi ripaga dei tanti sacrifici fatti in questi ultimi anni, sono incredulo» dice Viviani quasi senza fiato dopo lo striscione del traguardo. "Ieri non è andata come volevamo mentre oggi, grazie alla disponibilità della squadra, avevo piede libero".

Nella giornata animata da una lunghissima fuga a cinque il finale ha visto diverse cadute. Ne hanno fatto le spese alcuni velocisti (Haussler, Pelucchi e Colbrelli) e un uomo di classifica. Pur senza cadere direttamente Domenico Pozzovivo è rimasto intruppato in cosa e al traguardo ha perso 1’09“, il Giro dello scalatore lucano è tutto in rincorsa. Domani altra giornata con qualche rischio: la Rapallo-Sestri Levante è corta (136 km) ma già insidiosa. Due Gpm, tanta discesa tecnica. In corsa non si può mai abbassare la guardia.