Goldman Sachs e le previsioni su Londra 2012

La banca d'investimenti sentenzia sul risultato finale dei Giochi. Impossibile contrastare lo strapotere degli Stati Uniti. Ma l'Italia porterà a casa 30 medaglie e ben dieci ori

Le Olimpiadi di Londra? Ancora non sono neppure iniziate – la cerimonia di apertura si terrà il 27 luglio – ma già c’è chi, forte di chiromantica certezza, sentenzia sul risultato finale della tenzone sportiva. Chi sbancherà il medagliere? Quanti ori, argenti e bronzi riuscirà a portare a casa l’Italia? Ma soprattutto, c’è modo di dominare lo strapotere statunitense? La risposta viene nientepopodimenoche da Goldman Sachs, la banca d’investimenti americana.

Come già Abn aveva fatto per gli Europei l’istituto, nelle previsioni dell’Olympics and Economics Research Report, indica vinti e vincitori dei Giochi di Londra, con approssimazione pari a zero e credibilità tutta da verificare.

Facile predire chi sbancherà il botteghino: gli Stati Uniti sono in assoluto vantaggio. A sentire Goldman gli atleti nordamericani dovrebbero riportare in patria un totale di 108 medaglie, di cui 37 d’oro. Una vera incetta di titoli, che supera – neppure di molto – la raccolta degli olimpionici di Pechino, che di medaglie d’oro ne otterrebbero 33.

Il Regno Unito ringrazi di essere la nazione ospitante. Grazie a questo porterà a casa – sempre e comunque secondo Goldman – 30 medaglie d’oro tonde tonde. Un bel passo avanti, se si considera che gli sportivi di Sua Maestà nella precedente edizione avevano inchiodato l’asticella a quota 19.

E l’Italia? C’è da scorrere il tabellone per trovarla. Dopo Usa, Cina e Regno Unito vengono Australia, Francia, Germania, Corea del Sud e poi finalmente la nostra delegazione, appena prima dell’Ucraina. Il bottino dei nostri atleti sarà di 30 medaglie, di cui dieci d’oro, due in più che a Pechino.

Le previsioni di Goldman non sono del tutto campate per aria, anche sull’attendibilità si può discutere. Si basano su una serie di analisi, che valutano fattori eterogenei, dal reddito pro capite alla cultura sportiva dei singoli Paesi. Va da sè, se uno Stato è ricco è più probabile che possa permettersi sport costosi come vela o equitazione. Da sempre, spiegano José Ursua e Kamakshya Trivedi, analisti della banca, “la misura del Pil pro capite è sinonimo di vittoria”.

Ma a ridimensionare il vaticinio ci pensa il Daily Telegraph. Per i Mondiali del 2010 Goldman prevedeva vittoria del Brasile e Inghilterra al quarto posto. Nessuno dei due raggiunse le semifinali.